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Musica, riecco Baglioni con sette date: “Temevo di non poter tornare più a cantare. Pronto a stupire ancora”

Nei live di Piazza di Siena dal 24 ottobre al 1 novembre più di 40 canzoni con venti straordinari musicisti

«Quando sono stato male a causa di una polmonite interstiziale, qualche mese fa, ho temuto di non poter tornare più su un palco e ho rosicato perché volevo decidere io quando terminare il giro e non la sorte. E quindi questo ritorno ha dunque un triplo valore: ci arrivo dopo 44 anni, nello stesso identico giorno, il 24 ottobre, e dopo una vicenda che avrebbe potuto mettere la parola fine a una bella carriera». Claudio Baglioni è pronto a tornare live. Il primo, intitolato «Che notte è questa!-La partenza», è programmato per il 24, 25, 27, 28, 30, 31 ottobre e 1 novembre, a Piazza di Siena, nel cuore di Villa Borghese. Il secondo - «Che notte è questa! - Il ritorno», si terrà a distanza di un anno, il 23 ottobre 2027, nella storica cornice dei Fori Imperiali.

Non è la prima volta che Claudio Baglioni sceglie Piazza di Siena per segnare uno dei momenti più importanti della sua carriera. L’area monumentale di Villa Borghese aveva già ospitato due concerti scolpiti a fuoco nella memoria collettiva, nel 1982 e nel 2009, richiamando complessivamente circa 350mila spettatori. Se Piazza di Siena rappresenta la partenza, via dei Fori Imperiali sarà invece il punto d’arrivo del GrandTour. Anche in questo caso la scelta non è casuale. Nel 1996 e poi nel 2010, Claudio Baglioni aveva già trasformato il sito archeologico più celebre della Capitale nel palcoscenico di due eventi che richiamarono in tutto oltre 650mila persone, contribuendo a ridefinire il rapporto tra i grandi concerti e il patrimonio monumentale della città.

«A Roma – ha spiegato Baglioni, in Campidoglio, alla presenza del Sindaco Gualtieri e dell’Assessore, ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda, Alessandro Onorato - affondo le mie radici. È la città che amo. Roma è la città in cui sento di dover dimostrare di più, perché ci sono più persone che mi conoscono e perché il pubblico romano è quello più difficile da conquistare. Ai romani “gli rimbalza tutto”, hanno visto i re in catene, non si sorprendono di nulla. In 44 anni ho suonato nelle scuole, nelle carceri, mi mancano i cortili ma forse potrebbero essere sede di un ultimo tour, ho fatto quello che ho voluto ed è sempre stato meglio dilavorare. Arrivo a 75 anni e posso dire che ho giocato tutta la vita, tenendo conto che in molte lingue suonare e giocare si dice nello stesso modo».

Accompagnato da 20 formidabili musicisti e da una squadra di professionisti di altissimo livello, Claudio Baglioni porterà in scena 40 canzoni, arrangiate e illustrate per lo show con la complicità di Giuliano Peparini, che raccontano quasi sessant’anni di carriera artistica in quello che è un enorme teatro a cielo aperto creato per una rappresentazione nuova e inedita. «Sono 60 anni che giochiamo con la musica, i colori le luci, io ho giocato per sessant’anni. Sarà un concerto non celebrativo, sarà possibile fare tutto tranne andarsene prima, nel caso avvisateci che giriamo le spalle per non vedervi – dice scherzando Baglioni». Per quanto riguarda il 2027 la data dei Fori Imperiali non dovrebbe essere l’ultima. Il sogno di Baglioni? «Mi piacerebbe chiudere al quartiere Centocelle, dove tutto è cominciato e già da ragazzino, quando giravo per concorsi e non sapevo se sarebbe diventato un lavoro, pensavo di finire». E su un ipotetico ritorno come direttore artistico al Festival di Sanremo, non ha dubbi: «Preferisco fare il sindaco per un giorno».

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