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“Eterna, un ca@@o!”, Roma sale sul palco e ci parla in faccia

E se Roma, per una sera, potesse parlare?

Non un monumento, non una cartolina, non la città raccontata dalle guide turistiche. Ma Roma in persona, con la sua voce, le sue contraddizioni, le sue ferite, la sua ironia e quella capacità tutta romana di ridere anche quando ci sarebbe poco da ridere.

È questa l’idea alla base di “Eterna, un ca@@o! – Istantanee semiserie fra rovine e notifiche”, spettacolo scritto e interpretato da Donatella Petricca, con la regia di Bruno Maccallini e la presenza musicale dal vivo di Alieu Kora Hero, alla kora, antico strumento tradizionale del Gambia.

In scena c’è una sola attrice, ma le Roma che prendono vita sono moltissime.

C’è la Roma dei sampietrini e quella delle buche, quella dei Papi e quella dei turisti, quella dei salotti eleganti e quella delle periferie, quella di Michelangelo e Caravaggio ma anche quella di Alberto Sordi, quella dei giovani che vorrebbero andarsene e quella che, alla fine, continuano a portarsi dentro ovunque vadano.

Donatella Petricca non interpreta semplicemente una donna che “fa Roma”. È Roma. E la costruisce davanti agli spettatori come una creatura viva, capace di passare nel giro di pochi secondi dalla battuta al sorriso, dalla rabbia alla malinconia, dal sarcasmo alla commozione.

La città entra in scena con oltre 2700 anni sulle spalle e, naturalmente, non ha nessuna intenzione di comportarsi da signora perbene. Litiga con i turisti, rimprovera i romani, prende in giro i potenti, si lamenta del traffico, del lavoro, dei cantieri, delle notifiche sul cellulare. Ma soprattutto racconta.

Racconta la propria storia attraverso personaggi, episodi e frammenti che appartengono all’immaginario romano.

Perché sotto la comicità c’è una Roma molto più fragile di quella che siamo abituati a vedere.

Una Roma che ammette di essere stanca. Una Roma che ha paura di non riconoscersi più.

La regia di Bruno Maccallini accompagna questo continuo passaggio fra comicità e profondità senza ricorrere a una messinscena illustrativa o a sovrastrutture particolari. La sua scelta è quella di intervenire quasi esclusivamente sui registri recitativi, che diventano altrettanti registri emotivi di una città tanto idolatrata quanto bistrattata: una Roma che può essere sfrontata e fragile, aggressiva e malinconica, popolare, aristocratica, stanca, ancora capace di desiderio.

Rifugge ogni immagine da cartolina, ogni rappresentazione rassicurante o convenzionale affidata al rap e alla chitarra, allo stornello o all’hip hop come segni immediatamente riconoscibili di una romanità spesso già confezionata. Al loro posto lascia emergere una città in movimento, eterna non perché immobile, ma perché continuamente trasformata dalle persone che la abitano, la attraversano e la reinventano.

In questa prospettiva, la presenza della kora di Alieu Kora Hero non è un elemento esotico né una semplice alternativa musicale: è la voce di una Roma contemporanea, sempre più destinata alla convivenza, allo scambio e all’integrazione. Sonorità apparentemente lontane ma che finiscono per rivelarsi sorprendentemente vicine all’esperienza di tanti uomini e donne che, pur arrivando da altrove, oggi si sentono profondamente “romani”, senza bisogno di indossare maschere.

E la maschera, in fondo, è uno dei temi centrali dello spettacolo.

Perché Roma non è una sola.

È aristocratica e popolare. È antica e contemporanea. È elegante e sguaiata. È centro e periferia. È memoria e presente. È quella che si lamenta e quella che resiste.

È persino quella che prende in giro se stessa.

Donatella Petricca porta in scena una Roma che non chiede di essere idealizzata. Chiede di essere guardata tutta intera.

Una Roma che alla fine smette persino di essere una città.

Diventa qualcos’altro.

E allora sì, vale la pena andare a teatro.

Perché magari, uscendo dalla sala, guardando un sampietrino, una strada, una piazza o semplicemente la persona che cammina accanto a noi, Roma ci sembrerà ancora la stessa. Ma forse, saremo noi a guardarla con occhi diversi.

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