L’intervista alla premier Giorgia Meloni del direttore Daniele Capezzone chiude la Festa de Il Tempo, la due giorni di Palazzo Wedekind che ha visto tanti protagonisti della politica, dell’economia e del pensiero avvicendarsi sul palco.
“Mi consenta ancora di ringraziare lei, di ringraziare la redazione del Tempo, e di fare i complimenti. Ho letto che state crescendo in termini di vendita e in termini di abbonamenti e quindi penso che il lavoro vada riconosciuto, davvero complimenti a lei e a tutta la sua redazione”, ha detto la premier.
Sul tema del taglio del bollo auto e moto e sulle critiche della sinistra Meloni osserva: “Non so lei che cosa s’aspettasse, oggi sono rimasta molto sorpresa del fatto che forze politiche che ogni giorno propongono una nuova patrimoniale, penso all’ultima la proposta Conte per coprire la proposta di distribuire 15.000 euro a ogni 18enne, non piace il fatto che invece c’è un governo che non solo non introduce nuove tasse sulla proprietà, ma che addirittura le toglie. Per loro è un sacrilegio - ha affermato Meloni - perché per loro la strada giusta è mettere le mani nelle tasche dei cittadini e usare quei soldi per pagare provvedimenti creativi, disastrosi, penso al superbonus, non è la nostra ricetta. Se ne devono fare una ragione per le patrimoniali bisognerà aspettare un governo diverso da questo, ammesso che arriverà”.
Giù le tasse al ceto medio
“Intendiamo andare avanti sul taglio delle tasse - ha annunciato - questo a qualcuno che ha sempre detto che ‘le tasse sono bellissime’ non piace ma a noi sì”.
No burqa in classe
Sulle recenti misure sulla scuola Meloni ha osservato che “il Consiglio dei ministri ha appena approvato il decreto che vieta il burqa e il niqab a scuola, mi stupisce che la sinistra non sia d’accordo, perché vuol dire negare i diritti fondamentali a una donna e l’integrazione di cui qualcuno si riempie tanto la bocca”. Non solo. “L’opposizione a queste norme è incomprensibile - aggiunge - per certi versi spaventosa”.
Immigrazione
Sul contrasto all’immigrazione irregolare Meloni non ha dubbi sul cambio di passo del Paese: “Oggi possiamo dire che l’Italia non è più il campo profughi d’Europa. È un risultato del quale io vado sinceramente orgogliosa, a maggior ragione ne vado orgogliosa perché è un risultato che siamo riusciti a ottenere nonostante una situazione di instabilità intorno a noi che continua a peggiorare e quindi nonostante un contesto totalmente avverso e nonostante le palesi resistenze, gli evidenti tentativi di boicottaggio di chi ha provato in ogni modo in questi anni a remare contro”, ha aggiunto. “Se tutte le parti dello Stato avessero remato sinceramente nella stessa direzione, si sarebbe potuto fare ancora meglio. E non dispero che prima o poi possa accadere”, ha concluso Meloni.
Energia e nucleare
Nella visione del governo il sì definitivo al quadro normativo per il “nucleare sostenibile” è centrale per il futuro energetico del Paese: “Quando anche l’energia nucleare sarà operativa in questa nazione, noi saremo meno dipendenti dall’estero e saremo quindi meno esposti alle crisi internazionali che, come abbiamo visto in questi anni, si pagano in bolletta”. “Cambia che avremo un’energia stabile e a basse emissioni, quindi una componente fortissima di un mix energetico di cui abbiamo bisogno anche per non essere esposti - ha spiegato Meloni -. Cambia che abbiamo una risposta concreta alla domanda di elettricità che è destinata a crescere, con i data center e con l’intelligenza artificiale”, ha aggiunto. “E cambia, e forse questa è la cosa che interessa di più chi ci ascolta, che avremo bollette meno care”, ha sottolineato Meloni.
Il “voto utile”
“Non penso che sia più di tanto da chiarire questo ai cittadini. Penso che i cittadini ce l’abbiano già chiaro. Penso che il voto sia utile quando è un voto utile all’Italia e, per come la vedo io, il voto utile è quello che ti consente di avere una maggioranza compatta, un governo scelto dai cittadini, che abbia un programma chiaro, che possa rispettare gli impegni presi, che non sia ricattabile”, ha detto la presidente del Consiglio rispondendo a una domanda di Capezzone sul voto utile in relazione a Roberto Vannacci. “Le cose le vedo così. Anche perché interpreto la politica come servizio alla nazione, non come forma di realizzazione personale. E quindi penso che non ci si debba semplicemente porre il tema di vincere le elezioni. Io penso che ci si debba sempre porre soprattutto il tema di riuscire a governare bene, perché è questo che fa la differenza”, ha aggiunto.“E sono convinta che lo abbiamo dimostrato in questi anni e sono convinta che lo possiamo dimostrare anche per i prossimi. E chiaramente questo dipende dagli italiani, ma io confido che gli italiani capiscano molto bene come stanno le cose quando andranno a votare”, ha concluso Meloni.
Verso il voto
Sul confronto con il cosiddetto campo largo Meloni ha osservato: “Se sono disponibile a confrontarmi con il candidato premier del centrosinistra? È una disponibilità che avevo già dato. Il problema qui mi pare piuttosto sapere se avremo un candidato premier vero a sinistra”. E ancora: “Io sono ferma alle proposte dei vari Speranza di usare un partigiano come prestanome da candidare premier, per fregare la gente, non dirci prima del voto chi guiderebbe un governo di sinistra in caso di vittoria”.
