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Ranucci ha scelto, cosa farà dopo Report: “Giorni tormentati”. E tira di nuovo in ballo Borsellino

Sigfrido Ranucci sceglie Rainews come alternativa, coerente con il suo profilo professionale, offertagli dalla Rai dopo la rimozione dalla conduzione di Report. Lo ha annunciato lo stesso giornalista in un lungo post dove rimesta vari temi delle sue inchieste, tra cui la controversa intervista rilasciata dal giudice Paolo Borsellino il 21 maggio 1992, pochi giorni prima della strage di Capaci e due mesi prima di quella di via d’Amelio, ai reporter francesi Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi. Controversa perché nel 2008 una sentenza della Corte d’Appello di Milano evidenzio che alcune parti del filmato e delle dichiarazioni trasmesse nella versione mandata in onda erano state alterate o modificate rispetto all’originale

“Dopo la rimozione da Report, la Rai mi ha posto davanti a una scelta: la sede del Cairo in qualità di corrispondente, il Tg3 a disposizione del direttore, oppure Rainews24 con delega agli approfondimenti. Ringrazio il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avermi aperto, in un momento così complicato della mia vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa ho mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista. Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a Rainews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report”, scrive nel post su Instagram Ranucci, che ha comunicato nella tarda serata di ieri alla Rai la sua decisione con una mail.

“Milena Gabanelli mi chiamò dopo aver realizzato l’inchiesta che denunciò l’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti, il fosforo bianco, a Falluja: un lavoro realizzato tra il 2004 e il 2005 che, per la prima volta nella sua storia, portò il nome della Rai nel mondo con uno scoop internazionale. Armi tremende che ancora oggi, nel silenzio degli indecenti, vengono usate da Israele a Gaza e in Libano - ricorda - All’epoca il mio direttore era Roberto Morrione, il mio maestro. Insieme realizzammo molte inchieste: sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito, sulla vera natura della missione militare a Nassiriya e, soprattutto, quella che nel 2000 portò al ritrovamento dell’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino. In quell’intervista, realizzata appena due giorni prima della strage di Capaci, il magistrato parlò per la prima volta dei rapporti tra la mafia e i fratelli Dell’Utri, e della figura di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore”.

Ranucci questa estate aveva pubblicato un post con il titolo “La voce che spaventa” in cui accostava la propria vicenda personale e professionale seguita al caso legato alla bomba di Valter Lavitola a quelle di Aldo Moro, Piersanti Mattarella, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, scrivendo che la storia italiana “non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza”. Parallelismo che aveva suscitato forti polemiche e indignazione da più parti.

Continua il giornalista: “Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia. Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni 90, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell’informazione. Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per 20 lunghi anni al successo di una trasmissione come Report è il fiore all’occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d’inchiesta nazionale e internazionale”, conclude.

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