“Una esagerazione e una provocazione”. Così Brunella Bolloli, giornalista di “Libero”, liquida le accuse rivolte da una parte del centrosinistra al nuovo decreto sicurezza varato dal governo Meloni. Ospite di “Otto e Mezzo” su La7, la cronista ha risposto alla domanda posta in apertura da Lilli Gruber: se questo è l’ottavo decreto sicurezza dell’esecutivo, vuol dire che i sette precedenti non hanno funzionato? “La situazione è cambiata, inevitabilmente negli ultimi tempi è cambiata”, ha replicato Bolloli. Il provvedimento arriva dopo gli scontri e i saccheggi che hanno segnato le piazze italiane nelle ultime settimane. Al centro dell’intervento, il passaggio al Colle. Bolloli ha ricordato che una parte del centrosinistra riteneva che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non avrebbe firmato il testo, e che una deputata del Pd era arrivata a evocare le leggi razziali. “Nulla di tutto questo”, ha affermato la giornalista, sostenendo che il Quirinale non ha preso in considerazione quella lettura: “Il decreto è stato firmato”.
Va ricordato che il confronto tra Palazzo Chigi e Colle non è stato privo di rilievi: secondo le ricostruzioni di stampa, Mattarella ha bocciato la norma che prevedeva il trasferimento di poteri di polizia giudiziaria ai militari, sollevando eccezioni sulla sua legittimità costituzionale. Per motivare la stretta, Bolloli ha richiamato i dati diffusi dagli istituti penitenziari minorili relativi al periodo 2022-2025: secondo quanto da lei riferito, si registrerebbe un aumento del 60% di minori e giovani adulti coinvolti in reati come tentato omicidio, truffa, devastazione e resistenza a pubblico ufficiale. “La situazione è deflagrata a livello di minori”, ha detto, definendo “drammatiche” le manifestazioni di questi giorni.
La giornalista ha poi riconosciuto che la via principale resta un’altra: “La cosa più importante per i giovani […] è la prevenzione, è l’educazione”. Il riferimento è al “modello Caivano”, che a suo giudizio unisce sport, sicurezza, scuola e parrocchia. “Ma se questo non è possibile ovunque e se assistiamo a delle devastazioni”, qualche conseguenza – è il senso del suo ragionamento – il governo deve trarla. Alle critiche dell’opposizione, che parla di deriva da “Stato di polizia”, Bolloli ha risposto con prudenza sull’efficacia del provvedimento: “Vedremo se sarà una risposta giusta, sicuramente fa discutere”.
