Televisione

Caso Garlasco, Andrea Sempio a Porta a Porta: “Giusta la condanna di Stasi”

“La condanna di Stasi è stata un errore? No secondo me no, è giusta”. Andrea Sempio si confida davanti alla telecamera di Porta a Porta, in onda su Rai Uno. Torna così a rendere pubbliche le sue paure, i suoi dubbi, ma anche le sue certezze sulle indagini sul caso Garlasco. Parlandi di se stesso, dice: “Penso sia tutto spiegabile, spero di risolvere tutto in udienza preliminare, di non affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi”. Ma “perché per quanto uno si possa sentire sicuro, poi deve riuscire a spiegare le cose in aula, e non è così automatico. Il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è, ma francamente cerco di non pensare a questa eventualità”.

Poi parla del “nuovo” indizio da cui è ripartito tutto, “l’impronta 33”. Per Sempio “non è attribuibile né a me né a nessun altro”. Tra l’altro, prosegue “oggi non si arriva a dire che è insanguinata, ma che non si può escludere che lo sia...”. Mentre sulla questione dell’impronta di una scarpa n.42 sulla scena del crimine, il commesso di Garlasco insiste: “Io ho sempre indossato il 44. Il 42 proprio non mi sta”.

Poi si lascia andare sul suo stato d’animo: “Ho paura, chi non l’avrebbe in questa situazione?”. Ma si dice pronto con i suoi avvocati ad affrontare la nuova indagine. Quello che pesa è “il bombardamento costante” dei media. “Accendi la tv c’è solo Garlasco, i social idem. Davanti a casa nostra ci sono giornalisti fissi tutto il giorno. Oggi non sto vivendo, sto chiuso in camera o dall’avvocato o in trasferta per incontrare i consulenti”. Poi la certezza cui si aggrappa: “La condanna di Stasi è stata un errore? No secondo me no, è giusta”. E il peso che poi tutto non potrà tornare come prima: “Quando sarà tutto finito sarà difficile ricostruirsi una vita. So che la macchia di assassino non te la levi. Purtroppo”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.