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New York ritrova Lichtenstein: 130 opere e un murale di quasi 30 metri

Aperta fino al 10 maggio 2027, “Like New” riunisce circa 130 lavori e ricompone la mostra che nel 1962 segnò la svolta di Roy Lichtenstein. Oltre ai suoi dipinti più celebri ci sono anche alcune sculture, film e grandi murales.

Basta una sola immagine per programmare un viaggio. I volti a fumetti di Lichtenstein sono tornati al Whitney e fanno tornare la voglia di fare un viaggio a New York. Se stai programmando un gita di qualche giorno, oltre a visitare la Grande Mela puoi approfittarne per trascorrere una serata tra i teatri di Midtown. I biglietti per gli spettacoli di Broadway sono disponibili su Hellotickets, possono essere prenotati con largo anticipo in modo da inserire lo show all’interno del proprio programma di viaggio. Una mostra come quella di Lichtenstein richiede tempo e c’è anche da considerare che c’è una discreta distanza tra il Meatpacking District e il quartiere dei teatri, quindi bisogna organizzarsi con gli orari.

Una retrospettiva che a New York mancava dal 1993

“Roy Lichtenstein: Like New” ha aperto l’11 ottobre 2026 e proseguirà fino al 10 maggio 2027. Il Whitney la presenta come la prima retrospettiva newyorkese dedicata all’artista dal 1993: trentatré anni durante i quali il modo di produrre e far circolare le immagini è cambiato profondamente.

I circa 130 lavori coprono un arco che va dagli anni Quaranta agli anni Novanta. Il percorso comprende anche il disegno, il collage, le stampe, la scultura e il cinema.

Gli otto dipinti presentati alla Leo Castelli Gallery nel 1962 tornano insieme per la prima volta da quella mostra. Una sala richiama la piccola galleria dell’Upper East Side. Lichtenstein a quel tempo aveva 38 anni.

Il legame con il Whitney è anche archivistico, nel 2018 la Roy Lichtenstein Foundation ha promesso in donazione al museo oltre 400 opere, destinate a una raccolta dedicata allo studio dell’artista.

Dietro l’effetto stampato c’era il lavoro della mano

Contorni neri, colori piatti, campiture di puntini. Il vocabolario di Lichtenstein sembra familiare anche a chi non frequenta le mostre. Eppure proprio quella familiarità rischia di nascondere il procedimento, l’aspetto meccanico dei dipinti era ottenuto attraverso un lavoro manuale molto accurato.

Le immagini arrivavano dai fumetti e dai giornali. Venivano selezionate, riorganizzate, ingrandite e trasferite sulla tela.

I curatori Meg Onli e Alex Da Corte collegano questa ricerca alla circolazione contemporanea delle immagini. Il confronto con i ritagli, i filtri e le condivisioni digitali nasce da qui. La pittura di Lichtenstein rende visibili scelte che sullo schermo tendono a passare inosservate.

Quattro opere per orientarsi, dal 1961 al grande murale

Fra i lavori annunciati dal museo, alcuni consentono di fissare vari punti del percorso senza ridurlo a una raccolta di immagini celebri:

  • “Look Mickey” (1961), fra i dipinti che segnano l’affermazione del linguaggio Pop dell’artista.
  • “Drowning Girl” (1963), uno dei suoi lavori più conosciuti, incluso nella selezione del Whitney.
  • “Artist’s Studio The Dance” (1974), che porta il percorso oltre la produzione dei primi anni Sessanta.
  • “Greene Street Mural” (1983), riproposto attraverso una ricreazione lunga quasi 96 piedi, cioè circa 29 metri.

Davanti a un murale così esteso occorre spostarsi, avvicinarsi ai dettagli e arretrare per cercare l’insieme.

Ingressi gratuiti e orari: i dettagli che cambiano la visita

Il Whitney si trova al 99 di Gansevoort Street, nel Meatpacking District. L’ingresso ordinario per gli adulti costa 30 dollari, ma il calendario offre diverse possibilità gratuite: tutti i giorni per chi ha fino a 25 anni compresi, il venerdì dalle 17 alle 22 e la seconda domenica di ogni mese per tutti.

Queste formule comprendono l’accesso alle mostre in corso. Il museo segnala una capienza limitata e invita a riservare il biglietto in anticipo. Per un gruppo familiare, bisogna verificare le età e la data può cambiare sensibilmente il costo complessivo.

Un altro aspetto da evidenziare è che il martedì il museo è chiuso. Negli altri giorni l’orario ordinario è dalle 10.30 alle 18, con il prolungamento del venerdì. Una visita serale gratuita può diventare l’appuntamento principale della giornata, in quel caso diventerebbe difficile abbinarla a uno spettacolo nella stessa sera.

Dal 21 novembre arriva anche la storia dell’arte su Internet

Il discorso sulle immagini prosegue con “artport: A History of Internet Art”, in apertura il 21 novembre 2026. La mostra celebra i 25 anni della piattaforma artport, avviata dal Whitney nel 2001, e presenta più di cento opere commissionate per questo spazio digitale.

L’esposizione si svilupperà online e nelle sale del sesto piano. Riunirà i lavori legati al codice, alla visualizzazione dei dati, agli ambienti di gioco e all’intelligenza artificiale, con un allestimento che richiama finestre di browser sospese nello spazio.

Nei dipinti di Lichtenstein il passaggio avviene dalla pagina alla tela, mentre nell’arte di Internet coinvolge anche il comportamento di chi naviga. Per il Whitney, l’autunno 2026 è ricco di programmi, per chi visita New York c’è un itinerario culturale che può cominciare prima della partenza, dalle opere consultabili in rete.

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