L’economia italiana si avvia verso un 2027 di crescita moderata. Secondo le previsioni diffuse dalla Banca d’Italia il 16 ottobre, il PIL aumenterà dello 0,7%, rispetto allo 0,9% stimato per il 2026. Sul fronte del credito, l’espansione dei prestiti ha finora interessato soltanto le imprese di medie e grandi dimensioni, mentre è aumentato il costo dei nuovi finanziamenti alle aziende. Un quadro che richiama l’attenzione sulla qualità delle decisioni economiche, dall’impiego delle risorse alla sostenibilità degli investimenti. Il dossier raccoglie le esperienze di sette professionisti impegnati in altrettanti ambiti della consulenza: Federico Lazzerini, tra i massimi esperti italiani di comunicazione strategica, affronta il tema della riconoscibilità delle imprese e dell’acquisizione di clienti; Luca Di Guglielmo quello della crescita organizzativa; Angelo Spiezia, CEO di WeUnit Group, l’accesso al credito; Yuri Corosu la pianificazione finanziaria; Andrea Farinelli le relazioni e l’organizzazione del lavoro; Luca Mattonai la fiscalità delle associazioni e società sportive dilettantistiche; Alessandro Paone la gestione degli impianti industriali. Dalle scelte commerciali alla sostenibilità finanziaria, sette prospettive sulle decisioni che incidono sui risultati economici di imprese e famiglie, anche in vista del 2027.
Federico Lazzerini La comunicazione delle imprese attraversa una fase di crescente omologazione. Linguaggi stereotipati, creatività sempre più prevedibili e una generale mancanza di coraggio nel prendere posizione. È l’analisi di Federico Lazzerini, tra i massimi esperti italiani di comunicazione strategica, secondo cui l’appiattimento linguistico sta privando molte aziende proprio di ciò che dovrebbe renderle competitive: unicità e riconoscibilità. «La paura di polarizzare porta le aziende ad assomigliarsi tutte. Eppure è proprio dalla capacità di distinguersi che nasce una comunicazione efficace. Il nostro lavoro parte da qui e arriva alla strategia, alla costruzione di nuove offerte e a creatività pubblicitarie capaci di generare clienti e risultati», spiega Lazzerini. Nel corso degli anni ha lavorato con marchi come Insparya, il gruppo di cliniche per il trapianto di capelli legato a Cristiano Ronaldo, TeamSystem, Fabiani Gioiellerie, U-Boat, marchio di orologi indossato da star internazionali come Johnny Depp, David Beckham e Sylvester Stallone, Fatture in Cloud e All’Antico Vinaio di Firenze. Oggi, accanto alla direzione marketing di importanti brand, attraverso la sua agenzia mk-tg.it segue anche piccole e medie imprese e professionisti, con attività di comunicazione strategica e acquisizione clienti orientate a risultati misurabili. «C’è un intero circo di web agency che continua a vendere mode, siti e strategie identiche a clienti completamente diversi. La comunicazione dovrebbe partire dalle caratteristiche di ogni impresa, dalla sua capacità di essere riconoscibile e dai risultati economici che riesce a produrre», osserva Lazzerini. Di recente è arrivata anche la distribuzione su Apple TV e Prime Video di Oltre il Marketing, la docuserie di cui Federico Lazzerini è protagonista e regista, attualmente disponibile in italiano negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, con l’arrivo in Italia previsto prossimamente.
Angelo Spiezia
La stessa richiesta di mutuo può essere respinta da una banca e accolta da un’altra. Cambiano le politiche di credito, il tipo di operazione e la valutazione del richiedente. Angelo Spiezia, CEO di WeUnit Group, lo spiega attraverso una famiglia che, dopo un diniego, aveva venticinque giorni per completare l’acquisto della casa e rischiava di perdere la caparra. Individuato un istituto adatto al suo profilo, racconta, il finanziamento fu concluso in venti giorni. L’esperienza suggerisce un’indicazione per chi compra: verificare la capacità di finanziamento prima di assumere impegni vincolanti, considerando anche le spese accessorie. Il confronto tra offerte richiede poi di leggere insieme rata, durata e costo complessivo: una rata contenuta può lasciare più margine mensile, ma prolungare l’impegno. Con oltre vent’anni nel settore, Spiezia guida WeUnit, società di mediazione creditizia con sedi a Villanova d’Albenga e Milano e oltre 550 consulenti in Italia. L’attività comprende mutui, prestiti personali, cessioni del quinto e credito alle imprese, per le quali la sostenibilità del rimborso va valutata rispetto ai flussi dell’attività. «Una pratica erogata non basta a dimostrare che abbiamo lavorato bene», sottolinea. La società ha introdotto un assistente AI nella piattaforma proprietaria 7Hub, primo passo verso un’integrazione più estesa a supporto di consulenti e clienti. L’obiettivo è semplificare le attività e rendere accessibili le informazioni, riservando più tempo alla valutazione delle esigenze. «La responsabilità della consulenza resta alle persone».
Yuri Corosu
Un cliente chiede a Yuri Corosu come investire 125 mila euro. Esaminando anche le passività, il consulente individua un finanziamento auto a un tasso vicino all’11%. Dal confronto elaborato per quel caso, estinguerlo in anticipo risultava la scelta più conveniente: il cliente lo ha estinto, risparmiando circa 9 mila euro di interessi. La domanda iniziale, «come investo?», lasciava fuori una parte decisiva dei conti. Corosu è un consulente finanziario autonomo di Piacenza, iscritto all’albo unico OCF con la matricola 637314 e collaboratore di IoInvesto SCF. Lavora prevalentemente da remoto con clienti in tutta Italia. È pagato esclusivamente con la parcella concordata con il cliente e non riceve incentivi da banche, assicurazioni o società di gestione; il patrimonio resta sui conti intestati ai clienti. Prima di costruire un portafoglio esamina obiettivi, debiti, previdenza e strumenti già posseduti, e dei costi mostra l’importo in euro oltre alla percentuale. Nella pianificazione, sostiene, il prodotto viene per ultimo: prima occorre sapere quando serviranno i soldi e quali impegni economici sono già stati assunti.
Andrea Farinelli
«Non siamo un team» è una delle frasi che Andrea Farinelli si sente rivolgere entrando in azienda. Psicologo del lavoro, trainer relazionale ed executive coach, lavora da 26 anni con organizzazioni di dimensioni diverse. Dietro una richiesta generica di migliorare il clima cerca problemi osservabili: comunicazioni che si interrompono, conflitti che si ripetono, responsabili e collaboratori che attribuiscono agli altri la causa delle criticità.
Per questo Farinelli non comincia necessariamente da un’aula di formazione. Osserva i luoghi di lavoro, partecipa alla quotidianità e costruisce un rapporto con le persone prima di introdurre strumenti e modelli. In una multinazionale, racconta, si trovò davanti dodici ingegneri diffidenti verso una sessione sulla comunicazione: aprì un confronto informale prima di affrontare i contenuti previsti. Il suo argomento economico è semplice: quando le relazioni ostacolano la circolazione delle informazioni, per svolgere lo stesso lavoro servono più tempo ed energia. La qualità dei rapporti diventa così una questione di funzionamento dell’impresa.
Luca Di Guglielmo Il fatturato sale, arrivano nuovi collaboratori, ma l’imprenditore continua ad approvare ogni scelta. È una crescita che aumenta il lavoro senza aumentare nella stessa misura la capacità dell’organizzazione. Luca Di Guglielmo, Official Performance Coach e tra i fondatori di CrescITA, affianca imprenditori e manager nel passaggio da un’azienda che dipende dal titolare a una struttura con responsabilità distribuite. Il punto non è delegare un maggior numero di compiti, ma stabilire quali risultati si chiedono alle persone, quali decisioni possono prendere e quando devono confrontarsi con chi guida l’impresa. Senza queste regole, anche un organigramma ben disegnato lascia intatto il collo di bottiglia. Nei percorsi di CrescITA, obiettivi, gestione del tempo, leadership e organizzazione dei flussi vengono affrontati insieme. La verifica, per una PMI, è concreta: il titolare riesce a dedicare tempo alle decisioni sul futuro oppure continua a essere chiamato per risolvere quelle di ogni giorno? crescita.me
Luca Mattonai Una palestra incassa quote dai soci, vende abbonamenti, firma una sponsorizzazione e valuta l’apertura di una seconda sede. Nel bilancio sono entrate e uscite; sul piano fiscale, ciascuna operazione può avere un trattamento diverso. È qui che una decisione presa per far crescere l’attività può diventare un problema per chi la amministra. Luca Mattonai, tributarista alla guida dello Studio Mattonai di Bientina, in provincia di Pisa, si occupa da anni di associazioni e società sportive dilettantistiche. Il suo lavoro riguarda l’inquadramento delle attività, gli adempimenti e le scelte economiche di ASD e SSD. Lo studio dichiara una struttura di oltre 40 persone e segue anche imprese fuori dal settore sportivo. www.studiomattonai.it Il passaggio decisivo arriva spesso prima della firma. Una sponsorizzazione, un nuovo servizio o un investimento negli impianti vanno valutati insieme ai costi e agli obblighi che produrranno. Se il consulente interviene soltanto a fine esercizio, può registrare ciò che è successo; ha molto meno spazio per incidere su come l’operazione è stata costruita. Nel 2026, mentre lo studio segnala nuove opportunità di finanziamento per imprese e centri sportivi, è questa la domanda da porre a chi vuole espandersi: il progetto regge anche dopo averne fatto tutti i conti?
Alessandro Paone
Uno stabilimento può disporre di autorizzazioni e procedure senza che sia semplice ricostruire come viene presa una decisione operativa. Alessandro Paone, già direttore di impianti industriali complessi e oggi fondatore di ALPA Consulting a Cremona, lavora su questa distanza tra controllo documentale e gestione effettiva. Affianca direzioni di stabilimento e funzioni Operations e HSE nell’analisi di processi, responsabilità e obblighi autorizzativi. La sua esperienza decisiva è stata assumere la guida di una realtà industriale che non aveva costruito: prima di intervenire, ha dovuto ricostruire i passaggi che l’avevano portata a funzionare in quel modo. È il lavoro che oggi propone di svolgere prima di un’ispezione o di un incidente. Chi ha deciso? Con quali informazioni? Chi doveva verificare l’esito? Sono domande che collegano la normativa alla produzione quotidiana. Se le risposte restano disperse tra uffici e reparti, anche un problema noto può diventare difficile da prevenire e da spiegare.
