Il Business Ethics Summit arriva a Bruxelles e inaugura Core Europe, una nuova iniziativa dedicata al dialogo tra istituzioni, imprese, ricerca e società civile sulle grandi trasformazioni tecnologiche e sulle responsabilità che ne derivano.
Con il titolo “Frontier Technologies: From Capability to Responsibility”, l’incontro del 4 novembre ha riunito esponenti del mondo scientifico, accademico, industriale e delle istituzioni europee attorno a una domanda che va oltre la competitività: come trasformare il progresso tecnologico in un’opportunità per tutti, senza lasciare che l’incertezza alimenti paura, disuguaglianze e divisioni sociali?
In un contesto segnato da tensioni geopolitiche, minacce informatiche e trasformazioni sempre più rapide, la capacità di innovare non è più sufficiente, da sola, a garantire un futuro migliore. La vera sfida è fare in modo che le nuove tecnologie rafforzino la sicurezza, la fiducia nelle istituzioni e la possibilità per le persone di partecipare al cambiamento.
«Il futuro deve ereditare le nostre possibilità, non le nostre paure. Il pericolo più grande potrebbe non essere che le macchine diventino più intelligenti di noi, ma che la paura e le divisioni ci impediscano di beneficiare di ciò che siamo capaci di creare», dichiara Cristiana Falcone, co-founder del Business Ethics Summit. «La nostra responsabilità non è soltanto costruire un futuro migliore, ma dare alle persone una ragione per crederci. Non possiamo promettere alle nuove generazioni un futuro senza incertezze. Ma dobbiamo lasciare loro un futuro che valga la pena aspettare e la libertà di renderlo proprio».
Brando Benifei, Member of the European Parliament and Co-Chair of the AI Working GroupFormer (Co-Rapporteur for the EU AI Act) ha dichiaarto: «L’etica non è un vincolo all’innovazione: è la fiducia che trasforma le tecnologie di frontiera in investimenti, adozione e prosperità condivisa. L’Europa dovrebbe essere il mercato in cui l’intelligenza artificiale, la robotica e le tecnologie quantistiche che rispettano i diritti, rafforzano la sicurezza e ampliano la capacità di azione delle persone trovano acquirenti e capitali».
Tre tecnologie, tre grandi opportunità per l’Europa
Quantum: un mercato potenziale da oltre 155 miliardi di euro.
Le tecnologie quantistiche potrebbero superare un valore globale di 155 miliardi di euro entro il 2040, secondo le stime richiamate dalla Commissione europea, che ha fissato l’obiettivo di rendere l’Europa leader mondiale nel settore entro il 2030. Dalla ricerca farmaceutica alla sicurezza delle comunicazioni, le applicazioni promettono di aprire nuove possibilità. Ma la sfida europea non è soltanto sviluppare capacità scientifiche: è trasformarle in benefici concreti, proteggendo infrastrutture, dati e autonomia tecnologica senza ostacolare le scoperte future.
Robotica: oltre 600.000 nuovi robot industriali installati nel mondo nel 2025
Secondo l’International Federation of Robotics, nel 2025 il numero di robot industriali operativi nel mondo ha raggiunto i cinque milioni, con oltre 600.000 nuove installazioni nell’anno. La Cina rappresenta il 59% delle nuove installazioni globali, mentre nell’Unione europea queste ultime sono diminuite dell’11%. La crescita dell’automazione offre opportunità importanti per la produttività, la sanità e la risposta all’invecchiamento della popolazione. Ma solleva anche interrogativi sulla distribuzione della ricchezza, sull’accesso al lavoro e sulle prospettive delle nuove generazioni.
Se le macchine saranno in grado di produrre sempre di più, chi beneficerà dei risultati? E come evitare che la paura di perdere il proprio ruolo nella società alimenti sfiducia e tensioni sociali?
Nucleare: investimenti europei stimati in circa 241 miliardi di euro entro il 2050
Secondo il Programma indicativo nucleare della Commissione europea, circa 241 miliardi di euro di investimenti saranno necessari entro il 2050 per realizzare gli obiettivi nucleari degli Stati membri, tra prolungamento della vita degli impianti esistenti e costruzione di nuove centrali di grande taglia. A questi si aggiungono le prospettive dei piccoli reattori modulari (SMR), per i quali la Commissione punta alle prime installazioni operative in Europa nei primi anni del 2030, e le opportunità di più lungo periodo legate alla fusione. La questione non è soltanto garantire energia sicura, accessibile e a basse emissioni, ma assumere decisioni i cui effetti si estenderanno per decenni, valutando tanto i rischi delle nuove tecnologie quanto quelli dell’inazione.
Dalla competitività alla fiducia: la responsabilità dell’Europa
Il Summit ha affrontato il ruolo dell’Unione europea nel creare le condizioni per uno sviluppo tecnologico capace di coniugare competitività, tutela dei diritti e responsabilità sociale.
Al centro del confronto anche una domanda rivolta alla politica europea: come trasformare l’etica in un vantaggio competitivo anziché considerarla un costo? La risposta richiede di superare la tradizionale contrapposizione tra innovazione e regolamentazione. Regole efficaci devono proteggere i cittadini, ma anche sapersi adattare a conoscenze e tecnologie che evolvono rapidamente. La fiducia non nasce soltanto dalla capacità di prevenire i rischi. Nasce anche dalla possibilità, per cittadini e imprese, di partecipare alle opportunità offerte dal progresso.
Il rischio di una società più ricca, ma più divisa
Uno dei temi centrali del Business Ethics Summit riguarda le conseguenze sociali dell’accelerazione tecnologica. Una società nella quale la produttività aumenta, ma i giovani faticano a trovare lavoro, le persone temono di diventare superflue e i benefici economici si concentrano in poche mani, rischia di diventare più ricca senza essere più stabile.
La risposta non può essere soltanto industriale. Occorre immaginare nuovi percorsi di formazione, forme più ampie di partecipazione ai benefici dell’innovazione e istituzioni capaci di accompagnare il cambiamento senza alimentare ulteriori insicurezze. Il progresso sarà davvero tale se le persone continueranno a sentirsi parte del futuro che stanno contribuendo a costruire.
Un nuovo patto tra generazioni
Il dibattito si è concluso riportando l’attenzione sull’educazione, sulla dignità della persona e sulla responsabilità verso chi verrà dopo di noi.
Le decisioni di oggi, prese sulla base di conoscenze inevitabilmente incomplete, non dovrebbero restringere le possibilità delle generazioni future.
In un mondo in cui l’intelligenza artificiale e le macchine svolgeranno compiti sempre più complessi, la sfida non sarà soltanto preparare le persone a nuove professioni, ma offrire loro gli strumenti per continuare a scegliere, creare, partecipare e realizzarsi.
Con Core Europe, Business Ethics Summit intende contribuire a un dialogo europeo che vada oltre i confini delle singole discipline, mettendo in relazione ricerca, imprese, istituzioni e società civile. Perché il futuro non deve essere soltanto tecnologicamente più avanzato. Deve essere un futuro nel quale valga la pena credere.
Business Ethics Summit (https://businessethicssummit.com/)
Fondato da Cristiana Falcone e Padre Philip Larrey, Business Ethics Summit è una piattaforma internazionale di confronto che riunisce esponenti delle istituzioni, dell’industria, della ricerca e della società civile per riflettere sulle responsabilità etiche delle grandi trasformazioni contemporanee.
Con Core Europe, il progetto amplia il proprio percorso internazionale, portando al centro del dibattito europeo il rapporto tra innovazione, responsabilità e benessere delle generazioni presenti e future.
Contatti stampa:
Giulia Fuselli
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