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Spagna, sono tre le italiane disperse. “Errori umani dietro il disastro dei treni”

Spuntano gli audio che hanno preceduto lo scontro tra treni a Toledoche ha causato almeno 68 vittime

Salgono a tre le cittadine italiane disperse nel tragico incidente tra due treni in Spagna. La Farnesina, in una nota, ha spiegato ieri sera che “le autorità spagnole hanno indicato una terza cittadina italiana dispersa a causa dell’incidente fra due treni ad alta velocità oggi nella regione di Toledo”.

La situazione dei connazionali coinvolti è quindi la seguente: “5 passeggeri sono stati recuperati in condizioni stabili dai 2 treni coinvolti nell’incidente - continua l’aggiornamento del ministero degli Esteri -. Un sesto è ricoverato in un ospedale di Toledo; altre 3 sono considerate ‘disperse’. Le autorità spagnole hanno iniziato ad effettuare le operazioni di riconoscimento delle salme”.

L’incidente

Due treni si sono scontrati ieri, mercoledì 28 ottobre, vicino a Toledo, in Spagna. Un treno ad alta velocità ‘Ave’ ha urtato un altro treno fermo sui binari, con il conseguente distacco di due vagoni precipitati in un terrapieno. Almeno 68 persone sono morte e più di 180 sono rimaste ferite.

L’errore umano

Intanto i media spagnoli hanno diffuso tre audio chiave dell’incidente ferroviario: due conversazioni tra la macchinista del treno Iryo fermo e il centro di controllo ferroviario di Atocha, e una tra il macchinista del treno ad alta velocità Ave, che arrivava da dietro, e lo stesso operatore. Gli audio, pubblicati da El País, sembrano dimostrare chiaramente gli errori commessi dal centro.

Il controllore ordina al treno Ave, che si trovava 25 chilometri dietro l’Iryo, di riprendere la “marcia normale”, e non di procedere “a vista”, come previsto dal protocollo, con un limite di velocità di 40 km/h. Anche la macchinista dell’Iryo riceve lo stesso ordine, ovvero di riprendere la “marcia normale”. Tuttavia, sette minuti dopo telefona per comunicare che il treno è ancora fermo perché non riesce a rimetterlo in movimento. Eppure, nemmeno a quel punto, quando mancavano appena cinque minuti alla tragedia, qualcuno avvisa il macchinista dell’Ave della necessità di frenare.

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