Approfitta subito della promozioneSconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Sconto del 30% sugli abbonamenti digitali annuale e biennale
Onu

Trump all’Onu promette una pace rapida in Iran e Ucraina. Teheran? “Accordo o li anniento”

L’intervento del presidente Usa all’Assemblea generale delle Nazioni unite

Chiudere rapidamente le guerre con l’Iran e in Ucraina, difendere la leadership statunitense nell’intelligenza artificiale, che ora si chiamerà superintelligenza, e aumentare la pressione su Cuba fino alla caduta del regime comunista. Sono stati questi i principali temi affrontati dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo intervento all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.

Il passaggio più duro è stato dedicato all’Iran, posto davanti all’alternativa tra un accordo con Washington e l’annientamento della Repubblica islamica. “Gli Stati Uniti e l’Iran troveranno sicuramente un’intesa. Lo faremo in un modo o nell’altro. Deve essere fatto e deve essere fatto in fretta”, ha dichiarato Trump. Il presidente ha detto di dover assumere una “grande decisione”: raggiungere un accordo che consenta all’Iran di ricostruire e diventare “uno dei più grandi Paesi del Medio Oriente o persino del mondo”, oppure “annientare rapidamente la Repubblica islamica”, senza concederle più la possibilità di “uccidere e distruggere persone e Paesi”. Trump si è detto convinto che l’intesa possa arrivare dopo le elezioni di mid-term, ribadendo però che Teheran non potrà mai possedere un’arma nucleare. Ha quindi rivendicato la distruzione del programma nucleare iraniano e di gran parte delle capacità navali, aeree, missilistiche e di produzione di droni del Paese.

Il presidente ha accusato l’Iran di aver violato il cessate il fuoco concordato per consentire i negoziati sul nucleare, compiendo “sfacciati atti di terrorismo” contro navi civili. Ha quindi invitato tutti i Paesi a imporre “il completo isolamento economico dell’Iran” finché Teheran non interromperà gli attacchi al traffico commerciale, rinuncerà alle ambizioni nucleari e cesserà di sostenere il terrorismo. “Il regime si comporta male non perché sia forte e sicuro di sé, ma perché è debole e disperato”, ha affermato Trump. Se la comunità internazionale resterà unita, ha aggiunto, sarà possibile liberare il mondo dalla “minaccia di 51 anni del terrorismo iraniano” e far scendere i prezzi del petrolio.

Sull’Ucraina, Trump ha assicurato che Washington sta lavorando “a stretto contatto” con i leader di Mosca e Kiev per fermare il conflitto. “Ci riusciremo. Accadrà, credo, più rapidamente di quanto la gente pensi”, ha detto, stimando che ogni mese muoiano 25 mila giovani, soprattutto soldati dei due schieramenti. “È tempo di fermare le uccisioni”, ha insistito il presidente. Trump ha ricordato di aver firmato una nuova legge che gli attribuisce ampi poteri in materia di dazi e ha avvertito che, “se necessario”, è pronto a utilizzarli per favorire la conclusione della guerra.

Ampio spazio anche all’intelligenza artificiale, che Trump ha proposto di ribattezzare “superintelligenza”, sostenendo che il termine “artificiale” la faccia apparire falsa. Gli Stati Uniti, ha assicurato, respingeranno qualsiasi progetto globale volto a controllare questa tecnologia. “Chi vince nella superintelligenza, vince”, ha affermato Trump, secondo il quale gli Stati Uniti sono nettamente in vantaggio sulla Cina e manterranno la leadership. La nuova tecnologia, ha aggiunto, sarà “più grande della Rivoluzione industriale o della stessa Internet”. Il presidente ha liquidato gli allarmi sui rischi dell’Ia, sostenendo che provengano dalle stesse persone che prevedevano la catastrofe climatica. Washington vigilerà attraverso il dipartimento di Giustizia e gli altri organismi competenti, ma senza frenare lo sviluppo del settore. “Incoraggeremo la superintelligenza, non la limiteremo”, ha assicurato.

Trump ha infine rivolto un duro avvertimento a Cuba, sostenendo che il regime comunista sia sottoposto alla maggiore pressione della sua storia. “È uno Stato completamente fallito. Sta fallendo come mai prima e cadrà”, ha dichiarato. Il segretario di Stato Marco Rubio, ha riferito Trump, sta conducendo negoziati avanzati con l’Avana. “Non permetteremo che avversari stranieri abbiano un rifugio dal quale minacciare l’America proprio davanti alla nostra porta”, ha avvertito. “Il comunismo non arriverà mai in America, ma la libertà arriverà a Cuba”, ha concluso.

L’intervento è stato preceduto dalle schermaglie con i media Usa “banditi” dalla Casa Bianca, ossia Cnn, Ms Now e Politico. “Sono sorpreso che la Cnn sia qui”, ha detto il presidente Usa alla giornalista dell’emittente Kaitlan Collins, che lo ha approcciato al suo arrivo al Palazzo di Vetro. “L’Onu ci ha fatto entrare”, ha replicato la giornalista, che ha provato a ripetere la sua domanda sullo scarso gradimento degli americani per la guerra contro l’Iran. “Non dovreste essere qui”, ha replicato ancora Trump, sostenendo poi che sul fronte della guerra “stiamo facendo molti progressi”.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.