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Francia, guerriglia urbana contro la polizia: “La sinistra soffia sul fuoco”

Proseguono le violente proteste studentesche che da una settimana scuotono la Francia. Non solo scontri con le forze dell’Ordine, ma un bollettino di guerra fatto di devastazioni ed episodi eclatanti come quello del Preside cosparso di benzina a Marsiglia o della donna bruciata al volto con una bomboletta.

In questo quadro, la sinistra politica ha avuto le sue responsabilità nel soffiare sul fuoco delle tensioni. Prima il prefetto di Parigi, Patrice Faure, ha segnalato il sindaco di Saint-Denis, Bally Bagayoko (del partito La France insoumise), per “istigazione a delinquere” dopo aver detto che “in determinate circostanze la violenza può essere legittima”. Ora anche il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha puntato il dito contro la sinistra radicale, accusandola di avere un “progetto politico” e di “creare caos nel paese” in vista delle elezioni presidenziali.

“La realtà è che siete ambigui nei confronti della violenza, perché la violenza fa parte del vostro progetto politico di creare caos nel Paese da qui alle elezioni presidenziali - ha sottolineato Lecornu durante il Question time all’Assemblea nazionale - Mentire sulle intenzioni del governo non vi salverà dal punto di vista elettorale. Seminare il caos, come fate dall’inizio del movimento degli studenti delle scuole superiori, è uno scandalo e non ve lo permetteremo”.

I numeri riportati dal premier sono impressionanti: durante le mobilitazioni sono rimasti feriti 215 studenti e 85 membri del personale scolastico, di cui 34 presidi e vicepresidi. A questi vanno aggiunti 715 gendarmi o agenti di Polizia. “E’ il bilancio più pesante degli ultimi decenni per quanto riguarda il numero di dipendenti pubblici feriti nel settore dell’Istruzione”, ha aggiunto il capo del governo.

Nel pomeriggio di oggi 6 ottobre gli studenti delle scuole superiori di Parigi si sono uniti in protesta assieme a genitori, insegnanti, universitari e sindacalisti. Il corteo, partito intorno alle 14:30 da Place de la Republique in direzione di Place de la Nation, si è nuovamente trasformato in guerriglia. Un gruppo di circa 300 dimostranti ha attaccato la Polizia scagliando frammenti di pietra staccati dagli ingressi dei negozi. A Lione, Nantes, Rennes e Tolosa, le forze dell’Ordine hanno risposto con con gas lacrimogeni al lancio di oggetti e fuochi d’artificio (petardi di tipo “mortaio”) e all’incendio di cassonetti.

Complessivamente, 891 licei su 3.700 nel Paese hanno visto sospeso le lezioni, totalmente o parzialmente, mentre le organizzazioni studentesche hanno già invitato a proseguire con il blocco. Dal 28 settembre sono stati effettuati circa 6.059 fermi e oltre 5.000 persone, in gran parte minorenni, sono state poste in stato di fermo di Polizia. Il ministro dell’Istruzione Edouard Geffray ha parlato di ”tragedia" e ha annunciato l’apertura di una piattaforma online dove gli studenti potranno, fino al 23ottobre, esprimere “le proprie difficoltà e aspettative”.

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