Ancora un sabato di passione tra le strade della Francia per i cortei del così detto «Atto III» delle proteste di sindacati, studenti, gilet gialli e casseur di varia estrazione. Ma ad essere interessate da forti tensioni di piazza ieri non sono state solo le città francesi: anche in Germania si sono registrati momenti critici durante la giornata di manifestazione della «Gen Z regelt» contro il governo federale, il costo della vita e il servizio militare obbligatorio.
Nonostante nel primo pomeriggio i cortei francesi siano partiti in modo relativamente ordinato, col procedere della giornata frange di violenti hanno fatto degenerare la situazione. Quasi mezzo milione di persone hanno manifestato, di cui 200.000 a Parigi, secondo il gruppo intersindacale giovanile; per il ministero dell’Interno, invece, i manifestanti in tutto il Paese sono stati 320.000, di cui 70.000 a Parigi. E proprio nella Capitale scontri tra polizia e manifestanti si sono verificati all’arrivo del corteo a Porte de Charenton. Qui la situazione è diventata tesissima: alcuni partecipanti al corteo hanno divelto dei ciottoli dal manto stradale, servendosi di martelli, per poi scagliarli contro gli agenti della Crs. Non solo, è stato lanciato anche un ordigno incendiario in direzione delle forze dell’ordine: la scena di un gendarme avvolto dalle fiamme dopo essere stato colpito ha fatto il giro del mondo in poco tempo, con Marine Le Pen che ha commentato: «Gli autori di questo attacco insopportabile devono essere condannati con la massima severità».
Tensioni tra manifestanti e polizia anche a Lione, Tolosa, Marsiglia, Rennes e Nantes. A Lione si sono registrati diversi scontri, con agenti che hanno fatto uso di gas lacrimogeni: alcuni manifestanti, dopo aver raggiunto la fine della marcia in Place Jean Macé, hanno tentato di oltrepassare l’area consentita e di dirigersi verso il centro città. A Marsiglia, nel dipartimento delle Bouches-du-Rhône, si è registrato uso di gas lacrimogeni e cariche della polizia antisommossa contro i manifestanti che avevano lanciato oggetti, con numerose immagini che circolano sui social mostrano scontri in corso per le strade. A Tolosa, dove le manifestazioni sono state vietate, una marcia che era stata tollerata si è dispersa a causa degli scontri. Alle ore 20 i fermati sono stati 422.
Scene da guerriglia urbana pure in diverse città della Germania, con barricate in fiamme, petardi lanciati contro gli agenti e manifestanti con il volto coperto come ad Amburgo, Colonia e Berlino. Come a Parigi, nella capitale tedesca i cortei sono stati inizialmente pacifici ma l’atmosfera sarebbe cambiata improvvisamente: gruppi di giovani vestiti di nero e col volto coperto da sciarpe si sono concentrati nella centralissima Rosenthaler Platz, dove le forze dell’ordine hanno piazzato un cannone ad acqua per rispondere alle sassaiole partite dal corteo. A Colonia la manifestazione è stata annullata per violazione del divieto di coprire il volto mentre ad Amburgo manifestanti mascherati hanno dato fuoco alle barricate e lanciato petardi e pietre alla polizia, che ha risposto con lacrimogeni e cannoni ad acqua. A Dresda alcuni cassonetti sono stati dati alle fiamme e lanci di pietre e bottiglie contro la polizia sono stati segnalati anche a Lipsia e Stoccarda. Intanto in Spagna, è stato arrestato senza cauzione il presunto fondatore e promotore di «Blocus Espana», in relazione agli appelli a provocare disordini, saccheggi e razzie previsti per oggi a Valencia. Una storia simile a quella italiana di Youssef del «Movimento 17 ottobre», ma con esisti ben diversi. Riproduzione riservata
