indagine per terrorismo

Youssef Siher, spunta il vademecum della guerriglia: “Rivoluzione, istruzioni per l’uso”

Dalle tecniche per sfuggire alle forze dell’ordine agli obiettivi da colpire, fino ai consigli su abbigliamento e lacrimogeni: sotto esame la chat Telegram del Movimento 17 ottobre

Obiettivi, schemi di guerriglia, le tecniche per rendersi fantasmi dopo avere colpito, uffici e sedi simbolo del potere citate in chat in cui si invitava ad alzare il livello di violenza e di scontro contro la polizia, senza dimenticare le parole chiare arrivate sulla chat Telegram che sfiora i 9.500 componenti e sulla pagina Instagram ‘Movimento 17 ottobre’ seguita in pochi giorni da oltre 48mila follower: “Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeremo con i blindati”. Sono i messaggi scovati dalla Polizia di Stato che hanno aperto il varco per individuare e fermare Youssef Siher, accusato di istigazione a delinquere, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e su cui si indaga anche per l’ipotesi di terrorismo per quella natura eversiva che ha avuto effetti concreti: il panico, la chiusura dei negozi, aspetti che vengono citati nel provvedimento della Procura di Milano. Sarà il lavoro, lungo e non semplice, sui computer e sui telefoni a restituire una ‘rete’ di contatti che potrebbe scoperchiare altri vasi di Pandora e restituire legami tra mondi solo in apparenza lontani. Oltre a Youssef è indagata, per gli stessi reati, anche la moglie, in quanto avrebbe gestito con lui le comunicazioni social.

Youssef Siher avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale per gli aspetti comunicativi della sua propaganda. È quanto emerge dalla chat di Telegram nelle mani degli investigatori, coordinati dalla Procura di Milano, che stanno analizzando i contenuti del ‘programma’ del Movimento 17 ottobre nell’indagine sul ricercatore accusato di terrorismo. Nella chat largo spazio era dedicato ai messaggi di tipo organizzativo e di logistica per gli scontri di piazza con un ‘vademecum’ per la rivoluzione in cui si indicava anche come vestirsi. Il prontuario intitolato ‘Rivoluzione, istruzioni per l’uso - Liberamente ispirato dal manuale della Rivoluzione egiziana del 2011’ elenca tre “obbiettivi tattici: “manifestare il nostro dissenso verso il governo Meloni e le sue politiche, espandere il piu’ possibile alle masse la nostra mobilitazione, proteggere i nostri fratelli e sorelle rivoluzionari”. Di seguito le “Fasi della mobilitazione”, tra le quali “riunirsi con amici e conoscenti, lontano dalla presenza delle forze dell’ordine, incoraggiare i passanti e gli abitanti a unirsi, uscire in gruppo numerosi verso le strade principali per raccogliere persone”. E poi i suggerimenti per l’abbigliamento e gli oggetti da portare, come le bottiglie d’acqua, gli antidolorifici, l’aceto per ridurre gli effetti dei lacrimogeni.

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