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Vannacci cade sempre più in basso e offende Cerno: “Ha gusti invertiti”. Lui risponde: “Mi insulta perché non regge il confronto”

L’ex generale Roberto Vannacci cade sempre più in basso. Dopo la polemica montata per le sue parole sulle gonne delle donne, il presidente di Futuro Nazionale è tornato a far parlare di sé per le offese rivolte al direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno. “Si è inventato che Futuro Nazionale voglia proibire a chi ha gusti omosessuali di comparire in tv - ha detto Vannacci - Non so se chi ha gusti invertiti abbia il patentino per sparare corbellerie più grosse rispetto a chi ha i gusti che si inquadrano nella normalità, ma le regole in televisione saranno uguali per tutti in fascia protetta, quando ci sono i bambini davanti allo schermo, la propaganda gender e omosessualista non deve poterla fare né chi ha gusti omosessuali né chi ha gusti eterosessuali”.

Frasi che hanno provocato uno sdegno collettivo, spingendo la politica e il giornalismo a mostrare solidarietà unanime verso il Direttore che non si è fatto però trovare impreparato. E ha risposto: “Io penso che una persona che non sa argomentare senza insultare il prossimo abbia un serio deficit di contenuti. Vannacci mi insulta perché non regge un confronto nel merito. È una dinamica che capisco e conosco bene, la sinistra la usa da sempre. E capisco adesso perché in Parlamento Vannacci vota con la sinistra. Faccia come crede, gli italiani giudicheranno”.

Dal Senato, il presidente Ignazio La Russa ha mostrato vicinanza a Cerno dichiarando che che " dissenso e il confronto politico non possono mai giustificare attacchi personali né riferimenti denigratori alla sfera privata che nessuno può sindacare e verso la quale è giusto nutrire il massimo rispetto".

Più duro il giornalista Pierluigi Diaco: “In una nazione civile le affermazioni di un politico sul genere sessuale di un conduttore del servizio pubblico sarebbero perseguite, punite o quantomeno condannate da tutti. Sindacare la vita privata di un conduttore e valutarne il talento misurando il suo ‘’tasso’’ di omosessualità e’ semplicemente ridicolo”.

Dopo le prime reazioni, è arrivata anche quella della Rai: “Le parole di Roberto Vannacci su Tommaso Cerno sono inaccettabili. Parlare di ‘gusti invertiti’ è un’espressione offensiva e discriminatoria, che non può trovare spazio in un confronto civile e istituzionale. Nel servizio pubblico si possono discutere e contestare le idee, anche con fermezza. Non è invece accettabile che l’orientamento sessuale venga utilizzato per delegittimare una persona o il suo ruolo professionale. È questo il principio di uguaglianza che la Rai, in quanto servizio pubblico, è chiamata a garantire”

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