A Trento

Trento, sventato il terrore neonazista in Italia: arrestato 17enne pronto a colpire

Nel mirino c’erano ebrei, immigrati e magistrati

Un 17enne della provincia di Trento, radicalizzato nell’ultradestra suprematista e con in casa armi e manuali operativi, è stato arrestato dalla Polizia: per gli investigatori era pronto a passare all’azione. La Polizia di Stato ha arrestato il ragazzo, indagato per detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’operazione è stata condotta dalla Digos di Verona, coordinata dalla Direzione centrale della Polizia di prevenzione e affiancata dalla Digos di Trento. Gli agenti hanno eseguito un decreto di perquisizione personale, locale, domiciliare e informatica emesso dalla Procura di Venezia. L’inchiesta era partita nell’autunno 2025, durante il monitoraggio dei canali di matrice suprematista. Tra gli utenti, gli investigatori avevano individuato un profilo con forte radicalizzazione ideologica e marcata inclinazione alla violenza. Il giovane avrebbe più volte espresso ammirazione per i cosiddetti “terroristi bianchi”, definiti eroi, e diffuso contenuti celebrativi legati al gruppo terroristico Atomwaffen Division, un’organizzazione terroristica neonazista internazionale fondata nel 2015 avente cellule in tutta Europa e Nord America, con la maggior parte dei suoi membri residenti negli Stati Uniti. Su un noto social network ricopriva inoltre il ruolo di “vice capo” del gruppo “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”, come referente operativo incaricato di selezionare i nuovi aderenti.

Nella sua abitazione gli agenti hanno trovato vessilli neonazisti e suprematisti, katane, machete, coltelli di varie dimensioni, balestre, pistole e fucili soft air, oltre a fogli manoscritti con disegni e simboli riconducibili all’ideologia. L’analisi dei cellulari, poi, ha portato alla luce altro materiale: propaganda neonazista e accelerazionista, manuali per fabbricare ordigni artigianali, un testo tradotto dal cirillico sulle sostanze chimiche aggressive, una guida per attentati con mezzi pesanti e un elenco di veleni mortali. Ancora, manuali sull’uso delle armi da fuoco e istruzioni per pedinare, attaccare ed eliminare bersagli umani. Nei dispositivi c’era anche il video integrale della strage di Christchurch del 2019, accompagnato da messaggi che indicavano l’autore, Brenton Tarrant, come modello da emulare. Presente infine il manifesto “Haters Handbook” del collettivo terroristico Maniacs Murder Cult.

Il quadro è stato completato dalle conversazioni. Gli investigatori parlano di “seri propositi di immediato passaggio all’azione”, con riferimenti espliciti all’uso di armi artigianali e a violenze contro ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici. Il giovane è stato accompagnato al Centro di prima accoglienza di Treviso e l’arresto è stato convalidato. Il passaggio all’azione, temuto dagli investigatori, si è fermato prima di cominciare.

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