Il vertice

Sciopero generale, il piano del Viminale per isolare i violenti oggi nelle piazze

Pifferi: «Il 17 e 18 ottobre nessun allarme fu sottovalutato». Si valuta una denuncia per chi ha diffuso i verbali del Casa

«Gli allarmi ci sono, ma nulla di diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora». Il ministro Piantedosi traccia la linea da seguire in termini di sicurezza pubblica in vista dei cortei di oggi in diverse città in concomitanza con lo sciopero generale.

«Confido nella capacità di prefetti, questori e vertici delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni». Per non lasciare nulla di intentato si è svolto un incontro «in video call con tutti i prefetti e questori e rappresentanti delle forze di polizia di tutte le città potenzialmente impegnate in questo ennesimo fine settimana che si rivela problematico».

La soluzione è un «articolato dispositivo» per «tutelare il diritto di manifestare pacificamente, garantire la sicurezza di tutta la comunità isolando chi scende in piazza solo per creare disordini e commettere violenze». Durante il vertice «sono stati analizzati gli scenari che potranno presentarsi nelle aree più sensibili delle città interessate da possibili proteste e mobilitazioni. Le forze dell’ordine, insieme ai rinforzi messi a disposizione dal Viminale e coordinate dalle autorità provinciali di pubblica sicurezza, garantiranno un capillare presidio del territorio per la gestione dei numerosi eventi in programma». Il ministro Piantedosi ha rinnovato il suo apprezzamento per l’impegno di tutti gli operatori delle Forze dell’ordine che, anche nelle ultime settimane, «come sempre fatto in passato, hanno ancora una volta dimostrato la capacità di saper gestire, con intelligenza, professionalità ed equilibrio, situazioni molto complesse».

Secondo alcune ricostruzioni giornalistiche il Viminale avrebbe ignorato alcuni alert arrivati in vista delle piazze del 17 ottobre. Un allarme che venne inoltrato dai Servizi e dalla Polizia al Ministero dell’Interno. Ieri però Lucio Pifferi, presidente del Casa (Comitato di analisi strategica antiterrorismo) ha smentito le indiscrezioni. L’allarme ci fu ma non fu ignorato.

«Per quanto riguarda le azioni, diffuse e frastagliate, di devastazione e saccheggio che si sono verificate nelle giornate del 17 e del 18 ottobre nessun allarme è stato sottovalutato né queste azioni erano completamente prevenibili per le dimensioni e per le modalità con cui, per la prima volta, sono state poste in essere». A quanto risulta da Il Tempo il Dipartimento di pubblica sicurezza starebbe valutando una denuncia nei confronti dei funzionari che, avendo avuto a disposizione i verbali del Casa, li abbiano eventualmente diffusi o utilizzati in modo improprio.

Sul fronte politico rimane alta l’attenzione su Milano anche in relazione al caso Youssef Siher. «Ritengo una priorità la proposta della Lega, una cauzione personale a chi organizza cortei e manifestazioni per fare in modo che in caso di danni paghi economicamente le conseguenze» ha sottolineato il vicepremier Salvini. Sul caso i consiglieri togati del Csm, insieme a quelli laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli, hanno chiesto l’apertura di una pratica a tutela di Tiziana Landoni, la gip milanese che non ha convalidato il fermo di Siher, dopo le critiche arrivate da più parti in primis dalla premier.

Nel frattempo il collettivo Cambiare rotta ha occupato un’aula dell’Università Bicocca di Milano insieme ai Collettivi Studenteschi, Osa e Milano in Movimento. Occupata anche la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università La Sapienza di Roma. «Da settimane i giovani di tutta Italia si stanno mobilitando, e la Sapienza non è rimasta a guardare. Oggi dopo una partecipata assemblea abbiamo occupato la Facoltà di Lettere e Filosofia», ha scritto sui social il collettivo Cambiare rotta.

Riproduzione riservata

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.