Covid L

Per i medici no vax radiati primo sì alla reiscrizione

La Camera approva il ddl delega sulle professioni sanitarie. Ora va al Senato Buonguerrieri (FdI): «La fine di un'ingiustizia». Critiche dall'opposizione

La Camera ha approvato in prima lettura, con 143 sì, 113 no e 3 astenuti, il ddl delega sulle professioni sanitarie che contiene, tra l’altro, la procedura di reiscrizione per i medici radiati durante il Covid, i cosiddetti, no vax. Il testo ora passa al Senato. Le votazioni sono state due: martedì l’Aula ha mantenuto l’articolo 8, contenente la norma in questione, con 126 voti favorevoli, 113 contrari e 2 astenuti. Articolo introdotto in commissione Affari sociali su emendamento di Fratelli d’Italia a prima firma Alice Buonguerrieri. Ieri, invece, il voto finale sull’intero testo che è passato con 143 sì, 113 no e 3 astenuti.

L’attuale norma, non dispone un reintegro automatico. Occorre distinguere tre piani: la sospensione dall’esercizio, legata all’inadempimento dell’obbligo vaccinale; la radiazione disciplinare, sulla quale interviene la nuova procedura; il rapporto di lavoro, perché la reiscrizione all’Albo non equivale da sola al ripristino del precedente impiego.

Intanto, le opposizioni vanno all’attacco. Nel dibattito in Aula il centrosinistra ha contestato l’articolo 8: la dem Ilenia Malavasi ha parlato di «un precedente pericoloso» che rischia di mistificare la memoria del periodo della pandemia. A dar man forte, la collega 5stelle, Marianna Ricciardi: «State dando uno schiaffo ai medici che hanno seguito le regole e uno schiaffo alle vittime del Covid», richiamando casi di radiati che avrebbero tentato di curare tumori e infezioni gravi con rimedi come i fiori di Bach e la papaya fermentata. Devis Dori (Avs) ha definito il voto «un insulto a tutti i medici e sanitari che hanno svolto il loro dovere». Si sono associati Elena Bonetti (Azione), che ha richiamato la responsabilità imposta ai medici dall’obbligo deontologico, Davide Faraone (Iv) e Riccardo Magi (+Europa).

Si è registrato anche un incidente in Aula tra il dem Mauro Berruto e l’azzurro Maurizio Casasco, presidente della Federazione medico sportiva, che ha votato a favore: Berruto ne ha chiesto le dimissioni. Per Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid, la norma pone fine «a un’ingiustizia che si protraeva da troppi anni». Un suo ordine del giorno impegna inoltre il governo a reintegrare i professionisti sospesi, con l’archiviazione dei procedimenti ancora aperti presso gli Ordini o gli organi disciplinari. «È un’altra promessa mantenuta da Fratelli d’Italia e dal governo Meloni ha aggiunto Bonguerrieri - La sinistra deve farsene una ragione: è finito il tempo delle liste di proscrizione e degli obblighi privi di riscontro scientifico».

Oltre a FdI e Lega, sull’articolo 8 hanno votato a favore anche gli otto deputati di Futuro Nazionale e una parte dei deputati di Forza Italia, mentre altri azzurri non hanno partecipato al voto richiamando la libertà di coscienza. In particolare, il deputato Fi, Roberto Bagnasco ha definito la materia «un tema molto difficile che tocca le coscienze», rivendicando il sostegno garantito dal suo partito al governo. Il passaggio successivo è a Palazzo Madama. Stefania Craxi, presidente dei senatori di Forza Italia, ha dichiarato che la norma «non può restare così com’è» e che il gruppo lavorerà per modificarla. In caso di modifiche, il testo dovrà tornare alla Camera per un nuovo esame. Non sono ancora stati resi noti i contenuti degli emendamenti degli azzurri.

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