«C’è da stare assolutamente tranquilli per il Papa, che potrebbe già tornare ad affacciarsi in piazza San Pietro sin dal prossimo Angelus domenicale, proprio considerando il suo fisico sportivo, l’età relativamente giovane e l’entità dell’intervento, che non è per nulla traumatico, perché ormai viene effettuato con tecniche chirurgiche assolutamente mininvasive».
Rassicura tutti il parere clinico formulato dal professor Franco Pasqua, responsabile della Unità Operativa di Pneumologia Riabilitativa dell’IRCCS San Raffaele di Roma, sull’entità dell’intervento chirurgico al polmone annunciato ieri dal pontefice.

Professor Pasqua, quindi non c’è da preoccuparsi per questo nodulo circoscritto al polmone del Papa: nessun rischio per l’intervento già programmato per i prossimi giorni?
«No, perché ormai è diventato un intervento chirurgico molto semplice, quasi banale da asportare. Soprattutto per chi ha un fisico atletico come il pontefice, che sappiamo svolge una costante attività fisica».
È vero che i noduli benigni solitamente non vengono operati, ma solo tenuti sotto controllo?
«Sì, se la Pet-Tac capta poco, l’entità del nodulo è inferiore e si accerta la negatività, il paziente viene tenuto soltanto sotto controllo, con esami diagnostici ripetuti a distanza di 3 o 6 mesi».
Quindi il ricorso all’intervento chirurgico non rappresenta un campanello d’allarme proprio perché il nodulo è localizzato in una zona limitata del polmone e, per questo, risulta operabile?
«Sì, perché da quello che è emerso finora si tratta solo di un nodulo in una fase molto iniziale di 2 o 3 centimetri, e anche ben localizzato. Quindi, quand’è così, molti medici e pazienti preferiscono rimuovere il nodulo proprio per non pensarci più. Ecco perché in questi casi è ritenuto opportuno intervenire chirurgicamente».
I noduli sono asintomatici, giusto? E allora come si fanno a scoprire? Facendo una radiografia, una Tac o una Pet-Tac?
«Sì, non ci sono sintomi. Solitamente questi noduli si scoprono sottoponendosi agli esami diagnostici programmati per altri tipi di indagini: facendo una radiografia del torace, oppure sottoponendosi ad una Tac. In questi casi sarebbe d’aiuto anche il raffronto con indagini effettuate precedentemente. Soprattutto quando questa immagine radiologica rotondeggiante si presenta con uno spessore di qualche centimetro. Allora, in questi casi, si ricorre a un’indagine superiore, come la Pet-Tac, che è l’esame più adeguato proprio grazie alla sua alta definizione, specialmente se si effettua con un mezzo di contrasto come il glucosio».
A che tipo di convalescenza dovrà poi sottoporsi il pontefice? Dovrà limitare le sue attività nella fase post-operatoria?
«No, in un paio di giorni dovrebbe superare il tutto, proprio perché ha un’età relativamente giovane e ha un fisico ben allenato».
Quindi non saranno necessarie altre apposite terapie dopo l’intervento?
«No, l’intervento chirurgico dovrebbe essere sufficiente. Verranno poi fissati solo ordinari esami di controllo».
