Secondo quanto emerso dall’incidente probatorio davanti alla Gip del tribunale di Modena, Salim El Koudri non avrebbe avuto un condizione psichica tale da compromettere la capacità di intendere e volere al momento dell’attentato e dunque può sostenere il processo. Sono queste le conclusioni cliniche dei periti Matilde Forghieri e Giuseppe Sartori presentate al Giudice di Indagine Preliminare, che escludono un rapporto tra la sintomatologia dell’indagato e la condotta assunta lo scorso del 16 maggio da El Koudri, quando al volante di una Citroen C3 travolse alcuni pedoni ferendo otto persone e uccidendo la 55enne Monica Esposito.
Nella valutazione viene indicata una “fragilità narcisistica”, insieme alla presenza di una elaborazione dell’azione e di sentimenti di odio, rabbia e rivalsa. Elementi che, secondo gli specialisti, non avrebbero però compromesso la comprensione della realtà. Le conclusioni della perizia saranno ora acquisite agli atti e valutate nel procedimento del caso.