Gli interventi

Mini tassa e flat tax estesa. Ecco le misure in Manovra per giovani e ceto medio

Giorgetti: «Faremo ciò che è possibile, non l'impossibile» Trattativa notturna per il taglio Irpef fino ai 55mila euro

«Faremo quello che è possibile, non l’impossibile». Giancarlo Giorgetti ribadisce il concetto anche alla vigilia dalla data annunciata per il varo della manovra in Cdm. Nel pomeriggio il ministro ha partecipato al forum economico di Moneta, l’inserto economico de Il Giornale. «È chiaro che le richieste sono tantissime», premette il ministro dell’Economia, e «molto al di sopra di quelle che sono le disponibilità» ma «credo che alla fine, per come si sta definendo il quadro, avremo dato una risposta alle cose più importanti, più urgenti.

Certamente non avremo fatto tutto, ma avremo fatto quello che è possibile in questa situazione». Ci sarà, conferma, «una misura fiscale per gli under 30», che è stata ribattezzata mini-Irpef, «tendenzialmente» anche l’estensione della flat tax per gli autonomi e «cercheremo di dare una risposta» al ceto medio «in termini fiscali». All’indomani del vertice dei leader della maggioranza, il quadro della prossima manovra comincia a prendere forma, ripartendo una dote che secondo il Dpb ammonta a 23,5 miliardi: un pacchetto che poggia su coperture miste tra extradeficit (attraverso la clausola nazionale di salvaguardia), tagli di spesa e contributi da banche e assicurazioni. Misure, queste ultime, ancora tutte da concordare con il settore. «Abbiamo trovato un accordo tra di noi, ma con le banche...», fa notare infatti Giorgetti. «Non ho notizie di incontri», allarga le braccia il presidente dell’Abi Antonio Patuelli, che però annota pleonastico: domani non finisce la sessione di bilancio.

Come a dire «c’è ancora tempo». «È inutile la contrapposizione», interviene nuovamente il numero uno di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, molto duro nei giorni scorsi sull’intervento sugli istituti di credito, «siamo italiani e vogliamo che il Paese vada bene», ma «ci deve essere un giusto equilibrio ed equità di trattamento, perché abbiamo degli azionisti». Tra le coperture, secondo quanto anticipato dal Sole 24 Ore potrebbe arrivare anche il raddoppio della cosiddetta Tobin tax, la tassa sulle tassazioni finanziarie, già ritoccata con lo scorsa manovra e con la quale ora si punta a recuperare 1,7 mld. Il capitolo fiscale è il più corposo e riflette le diverse anime della coalizione. La «mini-Irpef» per i giovani sotto i 30 anni, con una riduzione delle imposte fino a una soglia di reddito, raccoglie il consenso unanime della maggioranza. Fratelli d’Italia sostiene la detassazione parziale delle tredicesime, con una aliquota al 10 o al 15% e l’allargamento alle auto più potenti dell’esenzione del bollo auto per le famiglie numerose.

Sul fronte del lavoro autonomo, la Lega spinge per innalzare il tetto della flat tax per le partite Iva da 85mila a 100mila euro. Non dovrebbe trovare spazio invece l’estensione dell’aliquota al 33% fino a 55mila euro (60mila era la proposta originaria), misura uscita dalla scorsa manovra. Sul fronte previdenziale, la Lega insiste sulla flessibilità in uscita con l’ipotesi di pensione a 64 anni con 36 di contributi, misura da varare a gennaio tramite decreto, nel frattempo la manovra potrebbe prevedere un apposito fondo. Ampio spazio, nelle intenzioni della maggioranza, andrebbe riservato alla famiglia, con la proroga del bonus mamme, il rafforzamento degli asili nido e nuovi sostegni alla natalità.

Sul fronte della sanità, la novità potrebbe essere la card da 300-500 euro per gli over 75 a basso reddito per coprire spese non incluse nel Ssn come protesi, dentiere e visite specialistiche, con possibile estensione alle famiglie numerose. Il fondo sanitario ordinario, tuttavia, non registra incrementi oltre quelli già pianificati. «È legittimo che tutti i partiti abbiano le proprie idee, il governo però deve portare avanti l’interesse generale. A me danno gli ingredienti, alcuni li prendo e altri no, li misceliamo, li mettiano in cottura e quando tiriamo fuori la torta vedremo se è venuta buona e si può mangiare o no», chiude Giorgetti, che rimanda tutto a oggi per il taglio.

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