Ex presidente Aifa

Commissione Covid. così il virologo Palù smonta lockdown e green pass

Il docente: “Incidenza grave del virus rara sui bambini”. Buonguerrieri: “Governo di allora spinse per i vaccini”

Il lockdown imposto ai minori, il Green pass usato per spingere la vaccinazione e gli open day. Giorgio Palù, docente emerito di Virologia e Microbiologia all’Università di Padova ed ex presidente dell’Aifa nel periodo pandemico, riapre i nodi della gestione Covid nell’audizione davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Marco Lisei (FdI).

Sul lockdown dei bambini, ha sostenuto che abbia provocato «più danni che benefici». Sui vaccini, l’esperto ha ricordato una distinzione decisiva: proteggevano dalle forme più gravi della malattia, ma non impedivano il contagio. Un elemento che riporta al centro il dibattito sull’utilizzo del Green pass come strumento per limitare la trasmissione del virus, oltre che come leva per incentivare la vaccinazione di massa. Palù ha utilizzato un esempio storico per sottolineare la dimensione politica del certificato, spiegando che ai tempi della peste a Venezia, serviva per «fare ammalare i Gonzaga piuttosto che la Serenissima e quindi aveva un fine politico». Il virologo ha inoltre riferito di una «pressione» dell’allora ministro della Salute, Roberto Speranza, affinché non si alimentasse la sfiducia verso la vaccinazione. E ha espresso contrarietà agli open day vaccinali. «Bambini e adolescenti furono tra i principali danneggiati dalle misure adottate per contrastare, almeno nelle intenzioni rese pubbliche, la diffusione del Covid», ha dichiarato Lucio Malan, presidente dei senatori di FdI. Per l’esponente della stessa commissione, la categoria dei più piccoli «fu in quel periodo privata della scuola e delle fondamentali attività sociali, i bambini furono reclusi in casa, per un virus che su di loro aveva un’incidenza grave estremamente rara». In altri termini, «i governi di allora trascurarono le esigenze dei bambini per portare avanti misure restrittive scientificamente infondate». Ancora più netta Alice Buonguerrieri, deputata del partito della Meloni, evidenziando che Palù, in commissione, «ha dichiarato, insieme ad altri esperti, che manifestò contrarietà rispetto alla inoculazione di vaccini adenovirali ai giovani e contrarietà anche riguardo agli ‘Astra Day’, in seguito ai quali morì, ad esempio, la giovane Camilla Canepa». La componente della commissione Covid ha poi sferrato un attacco: «Chi all’epoca governava ha premuto perché i vaccini fossero fatti a tutti gli italiani, sotto ricatto, noncuranti degli effetti avversi, per ragioni economiche e politiche». Per Buonguerrieri, in sostanza, «è un fatto molto grave, che solo grazie alla commissione Covid sta finalmente emergendo dopo anni di omissioni complici». La commissione infatti è chiamata a verificare le responsabilità politiche e istituzionali, le pressioni denunciate e i criteri scientifici che orientarono le decisioni durante l’emergenza.

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