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David Rossi, quell’uomo nel vicolo: “Lo guarda per capire se era ancora vivo”

Ne parla il presidente della Commissione parlamentare Gianluca Vinci a Filorosso. Audito il fratello del manager Mps

A tredici anni dalla morte di David Rossi, precipitato la sera del 6 marzo 2013 da una finestra della sede del Monte dei Paschi di Siena, la Commissione parlamentare d’inchiesta torna su uno dei punti più discussi della vicenda: la persona che, secondo le immagini delle telecamere, si sarebbe trovata nel vicolo mentre il manager era ancora in vita.

A parlarne, ieri sera nel corso di “Filorosso”, il programma di Rai 3 condotto da Antonino Monteleone, è stato il presidente dell’organismo parlamentare, Gianluca Vinci. “Oltre quello che noi vediamo – ha detto – c’è un uomo nel vicolo che vede una persona moribonda, che sta al telefono, etichettato come passante o turista, e sul quale non è mai stata sollevata una questione precisa”. Per Vinci si tratta di uno degli aspetti più significativi emersi dai lavori della Commissione. “La prima ombra compare dopo 4 minuti, il tempo necessario per scendere dall’ufficio di Rossi”, ha precisato. E ancora: “Quando compare David era ancora vivo. Lui lo guarda per capire se era ancora vivo”. Un ruolo che, a giudizio del presidente, resta tutto da chiarire.

Vinci si è soffermato anche sulle lesioni riscontrate sul corpo. “Già in precedenza c’erano stati dei periti che avevano detto che quella ferita sul naso non era compatibile”, ha ricordato, sottolineando che Rossi era entrato in banca “poche ore prima perfettamente sano”. Il contributo della Commissione, secondo il presidente, è stato quello di “identificare con certezza dove sono stati procurati quei segni, dal labbro alla fronte, e anche uno zigomo tumefatto”. Elementi che, nella sua lettura, corrispondono “a un’azione di forza”. Il lavoro, ha aggiunto, segue ora una linea più ampia: “Vogliamo trovare sia il mandante che gli esecutori”. L’obiettivo dichiarato è riportare il caso davanti alla magistratura: “Spero come Commissione di arrivare con del materiale che imponga una riapertura”.

In studio è intervenuta anche Antonella Tognazzi, vedova di Rossi, che ha ripercorso i dubbi accumulati negli anni. “Tutti hanno provato a farmi credere del gesto volontario”, ha raccontato. “Io non sono mai andata a vedere immagini o altro”. A sollevare le perplessità, ha spiegato, sono stati fin dall’inizio periti, medici legali e avvocati: segni che, analizzati, “non erano compatibili con quanto ci stavano descrivendo”. Valutazioni tecniche che, a suo avviso, hanno progressivamente messo in discussione la versione delle prime indagini.

Nella stessa giornata, davanti alla Commissione, è stato ascoltato Filippo Rossi, fratello del manager. Sull’ipotesi del suicidio ha risposto così: “Le persone non finisci mai di conoscerle, ma per quanto conoscevo David non avrebbe potuto salutarci in questa maniera”. E ha aggiunto: “Penso che qualcosa a me l’avrebbe detta”. In famiglia, ha riferito, “qualche dubbio lo abbiamo sempre avuto, le indagini sono state fatte male”. Se il fratello avesse davvero voluto compiere un gesto estremo, ha osservato, non lo avrebbe fatto “dove lavorava”, né “in un luogo pubblico” come la banca: più probabile, semmai, la casa di campagna.

Filippo Rossi ha precisato di non aver mai parlato di lavoro con David e di non averlo “mai” sentito esprimere ansia o stress. Le difficoltà dell’istituto, ha detto, le apprendeva dai giornali: “Era più quello che leggevo che quello che traspariva da lui”. Poi il ricordo di quella sera. “Mi ha telefonato mio fratello Ranieri con la moglie, era l’ora di cena”. Da lì la decisione di andare subito dalla madre, per evitare che scoprisse la notizia dalla televisione: “Salii, la svegliai e le dissi: ‘David è caduto dalla finestra’”. La donna, ancora nel dormiveglia, rispose che lo avevano ammazzato.

Sul piano giudiziario, le inchieste condotte finora dalla Procura di Siena si sono concluse con l’archiviazione. Spetterà ora alla Commissione stabilire se gli elementi raccolti siano sufficienti a sollecitare nuovi accertamenti da parte della magistratura.

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