Il direttore Daniele Capezzone apre la Festa de Il Tempo a Palazzo Wedekind. Un intervento che parte dalla consueta “profezia” della fine dei media tradizionali e soprattutto dei giornali. “A me viene in mente la battuta di Mark Twain. Si trovava a Londra e a un certo punto lesse la notizia della sua morte, essendo invece egli vivo commentò dicendo che la cosa gli sembrava prematura ed esagerata. Ecco, anche io penso che la notizia della morte dei media tradizionali sia prematura ed esagerata”.
Nei prossimi anni, continua, i quotidiano che hanno un’anima, una community e firme autorevoli “avranno ancora tante cose da dire”. “Se penso sempre a un lasso di tempo ragionevole, fatico a immaginare l’ingresso di una notizia nell’agenda politica che non passi da un quotidiano. Fatico a immaginare una grande inchiesta che non parta da un quotidiano. Fatico a immaginare una grande intervista che non parta da un quotidiano. Fatico a immaginare un dibattito di idee che non abbia anche un quotidiano”, continua Capezzone che ha illustrato i numeri de Il Tempo: in termini di copie digitali una crescita da gennaio ad agosto del 162% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e altri parametri positivi. Auguri a Il Tempo..
