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Anm in trincea per la toga che ha liberato Siher: “Da Meloni attacco scomposto”. Il solito copione

Il solito copione in difesa delle toghe, i cui provvedimenti non posso essere commentati o criticati. “La nostra piena solidarietà alla gip di Milano, oggetto di un attacco scomposto da parte della Presidente del Consiglio dei ministri”, fa sapere la Giunta esecutiva centrale dell’Associazione nazionale magistrati. Il riferimento è al video con cui Giorgia Meloni ha definito una “vergogna” la decisione della gip di Milano, Tiziana Landoni, che non ha accolto la richiesta della Procura - la pm Francesca Crupi e il procuratore capo Marcello Viola - che avevano chiesto il carcere per Youssef Siher. Il 30enne era accusato di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche.

“Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all’interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile”, attacca l’Anm a cui aderisce la quasi totalità dei magistrati italiani.

“Autonomia e indipendenza della magistratura sono due capisaldi della democrazia, in cui i magistrati non possono essere il nemico da additare in ogni circostanza all’interno del dibattito pubblico. Questo comportamento arreca un danno alla credibilità delle istituzioni”, conclude l’Associazione.

A ritenere “incredibile” la liberazione “di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi” è Matteo Salvini. Il vicepremier e leader della Lega parla di “decisione vergognosa, incomprensibile, assurda” e si chiede se “pagherà di tasca sua il giudice che ha deciso di rimandare a casa questo galantuomo” in caso di nuovi danneggiamenti a Milano.

“Considero estremamente grave la decisione del gip di Milano di rilasciare Youssef Siher”, dichiera il vicepremier e ministro Antonio Tajani. Il segretario di Forza Italia parla di una scelta “che offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine impegnate nella lotta al terrorismo e alla criminalità”.

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