Tra i protagonisti della Festa de Il Tempo a Palazzo Wedekind c’è Andrea Venanzoni, costituzionalista e Segretario generale del Forum nazionale delle professioni. Autore di saggi apparsi sulle più rilevanti riviste di diritto pubblico e diritto delle nuove tecnologie, ha incentrato il suo intervento sull’innovazione e l’intelligenza artificiale. “La centralità dell’AI è rappresentata dalla mole di interventi che in questa due giorni si sono susseguiti. Dalle dimissioni del dipendente di Anthropic e dal saggio di Dario Amodei, CEO di Anthropic siamo entrati in questa iper-regolazione europea che mi sembra sia interessata. Il CEO di Palantir, Alex Karp, ha detto che i due grandi player: Anthropic e OpenAI non vogliono essere regolamentati, ma salvati”, ha detto Venanzoni che tra i vari titoli collabora con le cattedre di Diritto costituzionale e di Diritto delle tecnologie dell’informazione, presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre.
“In primis da questa enorme mole di cause nei loro confronti per violazione del diritto d’autore. E poi dalla competizione dei modelli cinesi, che sta spostando masse d’utenti - continua -. Non è un caso che OpenAI per il prossimo anno non si metterà in borsa. Da noi questa situazione si traduce male, perché c’è chi parla di statalizzazione dell’AI, c’è addirittura un partito politico che lo ha messo nero su bianco (M5S). Il catastrofismo spesso è marketing. In Italia abbiamo realtà di nicchia interessanti, ma non possiamo competere sul LLM. Dobbiamo quindi giocare la nostra partita dell’alta tecnologia sui data center. Ma i comuni stanno dando problemi. Bisogna quindi evitare commissioni e tavoli inutili, ma creare anti-intelligence e un’unica regia nazionale in grado di gestire eventuali data center e start-up”.
