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Clima: in Umbria prima foresta high tech che racconta stato salute pianeta

Perugia, 3 dic. (Labitalia) - La tecnologia al servizio dell’ambiente e per raccontare lo stato di salute del pianeta e creare momenti unici dove natura, scienza, musica e arte si fondo insieme in qualcosa mai visto prima. È questa la chiave del duplice progetto che vede come protagonista, unico caso in Italia, la Foresta di Piegaro in Umbria, di proprietà della Famiglia Margaritelli, che proprio mentre a Madrid è in corso la conferenza sul clima vuole ribadire lo spirito dell'iniziativa.

Innanzitutto, il progetto scientifico Trace (Tree monitoring to support climate adaptation and mitigation through Pefc certification), ovvero lo studio internazionale che permette di conoscere lo stato di salute dei boschi monitorando i disastrosi effetti del cambiamento climatico, nato in collaborazione con Pefc Italia, ente normatore della certificazione di gestione del patrimonio forestale e la Fondazione Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), che studia in particolare le condizioni di salute degli alberi, il livello di inquinamento ambientale e gli sviluppi del riscaldamento della Terra.

Così gli alberi della Foresta di Piegaro, 146 ettari certificata Pefc di proprietà della stessa famiglia Margaritelli, titolare del brand di design Listone Giordano, e da sempre dedita ad attività filantropiche, grazie a un sistema di ultima generazione Tree Talker basato sull’IoT (Internet of Things), hanno iniziato a 'parlare' fornendo dati sui diversi parametri eco-fisiologici.

Una foresta, infatti, è più di quello che vediamo: ciascun albero è più che un organismo che produce ossigeno e purifica l’aria che respiriamo. È un essere vivente in grado di controllare e 'guidare' la sua crescita, di comunicare con gli altri alberi, di riconoscere eventuali cambiamenti dell’ambiente circostante facendo sì che la foresta lavori e cresca come un unico organismo. È questa l’importanza della sperimentazione Trace che vede la partecipazione anche di altri paesi quali Cina, Russia, Spagna e adesso anche l’Italia: da una parte, permette di gestire correttamente il patrimonio boschivo e, dall’altra, grazie all’impiego dell’innovazione, raccoglie informazioni e dati su ciascun albero utile a comprendere anche il processo di riscaldamento della Terra.

Come funziona esattamente Tree Talker? Il Bosco di Piegaro, insignito nel 2017 del Premio internazionale di ecologia umana, si compone di 36 alberi di cerro, carpino e douglasia e per questo studio è stato diviso in 3 differenti aree di qualche centinaio di metri quadrati ciascuna: una parte forestale a conifere, una a latifoglie, mentre il terzo gruppo di alberi si trova nell’impianto di arboricoltura da legno.

Ogni pianta ha sul tronco un dispositivo con dei sensori che trasmette informazioni su quanta acqua riesce a prendere dal suolo (indicatore importante per comprendere la sua condizione di salute), accrescimento del diametro, qualità e colore del fogliame con cui scoprire se la pianta sta crescendo bene oppure se è affetta da qualche malattia, respirazione, assorbimento del carbonio e dettagli specifici su salute e mortalità della pianta.

Nei racconti di fantasia la foresta, spesso, è custode di segreti, un luogo magico in cui avventurarsi che diventa all’occorrenza un rifugio sicuro e Piegaro, per certi aspetti, racchiude un po’ questa magia dove gli alberi non solo 'parlano' ma sono anche creatori di musica. Numerosi studi, infatti, rivelano che le piante cantano e le loro melodie sono la voce di un mondo lontano, nascosto. E nella foresta di Città della Pieve la famiglia Margaritelli ha concesso al Sound Artist Federico Ortica di trasformare il bosco in un originale palcoscenico per un’inedita installazione sonora multisensoriale.

L’iniziativa rientra nel progetto 'Natural Genius' della famiglia Margaritelli, che punta a creare una connessione tra la prospettiva ecosostenibile e la potenzialità compositiva della foresta in sé. Sono tanti i professionisti provenienti da diversi campi artistici che hanno aderito a questo programma, accomunati dall’amore per il legno, importante risorsa naturale per l'uomo e per il pianeta. Primo capitolo di questo lungo racconto è la performance artistica di Federico Ortica intitolata 'ResonaTrees', frutto di un lavoro di ricerca durato sei mesi dove gli alberi della foresta di Piegaro sono diventati lo strumento di diffusione con cui produrre una forma di comunicazione bioacustica.

"Il progetto nasce dal mio interesse per le risonanze acustiche di materiali, su cui lavoro ormai da alcuni anni. L'idea parte proprio da questa mia attenta ricerca: in 'Resonantrees' utilizzo gli alberi come corpi risonanti creando una dimensione aumentata del paesaggio naturale", dichiara Federico Ortica, le cui installazioni, infatti, si basano sulla creazione di ambienti sonori che utilizzano materiali come acciaio e legno per la diffusione del suono, creando dei legami fra la risonanza dell'oggetto e il paesaggio naturale che lo circonda, uno stretto legame fra geofonia, paesaggio sonoro e suono sintetico. Il video che restituisce con suoni e immagini questo progetto, in 60 secondi, è diventato protagonista di una campagna che Listone Giordano ha portato avanti in centinaia di sale cinematografiche italiane per sottolineare il connubio tra creatività e sostenibilità.

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