Intrappolati nello spazio, braccati da una specie aliena assetata di sangue e nessuna via di fuga. La ricetta vincente di Alien, il capolavoro di Ridley Scott nel lontano 1979, era questa. Una ricetta tanto semplice quanto geniale che, nonostante gli oltre trent'anni sulle spalle, riesce ancora a tenere sulle spine chiunque veda la pellicola. Adesso, sfruttando la potenza delle console nextgen, è arrivato un nuovo videogame, chiamato Alien Isolation (disponibile su Pc e console), che si pone come un sequel del primo storico film. Il titolo, sviluppato da The Creative Assembly e supportato da Sega e 20th Century Fox, è ambientato 15 anni dopo gli eventi del primo film della saga e si propone come un vero e proprio survival horror. La protagonista del titolo, un ingegnere di nome Amanda Ripley (figlia del personaggio interpretato da Sigourney Weaver nel primo capitolo del film), non ha mai smesso di investigare sulla scomparsa di sua madre Ellen, avvenuta in seguito al famoso incidente sulla nave Nostromo. Grazie al favore di un amico, proprio Amanda viene inviata sulla stazione spaziale Sevastopol, dove giace in custodia la scatola nera della Nostromo, contenente le risposte a molte domande lasciate nel dubbio. L'arrivo sulla struttura però non va come previsto e basteranno pochi minuti per rendersi conto che nei suoi corridoi e ambienti asettici qualcosa di terribile si aggira indisturbato. Proprio da queste premesse parte un lunghissimo incubo da vivere esplorando in prima persona la stazione, seguendo piste per raggiungere obbiettivi sempre ben delineati. La via per giungere ai propri scopi, tuttavia, si rivelerà spesso ben più tortuosa del previsto, sia a causa dell'ottimo level design, che arricchisce ogni ambientazione di molti percorsi secondari da scoprire passo passo, sia per il fatto che, volutamente, nella maggior parte dei casi la meta sarà indicata sommariamente, lasciando al giocatore il compito di rintracciarla quanto prima. In questo panorama poi, la presenza di uno Xenomorfo in grado di fiutare la paura della protagonista è solo la mortale ciliegina di una torta andata a male che bisognerà mangiare a tutti i costi per poter riuscire a fuggire da un incubo senza precedenti. Nonostante in passato i videogame ispirati ad Alien fossero sempre ben lontani dalle atmosfere che si respiravano nei film (specialmente nei primi due), questo Alien Isolation stupisce per quanto riesca ad incutere timore e tensione in chi si ritrova con il joypad in mano. Essere costantemente braccati da uno Xenomorfo nascosto nell'ombra, ma sempre presente, che osserva ogni mossa del giocatore, lo studia, lo segue ed è pronto a sfruttare ogni minimo errore per uccidere senza alcuna pietà, è la carta vincente di questo titolo. Addio sparatorie, super armi, minigun e granate. Qui c'è solo il giocatore, un enorme ambiente dove districarsi e i mille rumori e scricchiolii della nave. Grande attenzione è stata data dal team di sviluppo ai particolari e all'aspetto complessivo della sceneggiatura della produzione. ll lavoro svolto da The Creative Assembly sull’ambientazione è infatti notevole, grazie anche ad alcuni tocchi retrò a livello tecnologico che riprendono lo stile del film di Ridley Scott, mischiandoli però con sequenze spaziali che di vintage hanno ben poco. Il risultato? Un'amalgama di vecchio e futuristico che coesiste alla perfezione e che si lascia esplorare con grande piacere, ma soprattutto timore. Proprio come volle Scott nel suo grande capolavoro, in Alien Isolation dominano laboratori, sale macchine, magazzini, corridoi e poco altro. Una scelta che si può condividere o meno, ma che in ogni caso dona quel tono di claustrofobia e di fastidio che si avvertiva nel primo film. Sebbene lo Xenomorfo non sia l'unica fonte di preoccupazione per Amanda Ripley, i livelli in cui la creatura la braccherà sono senza dubbio i più memorabili. Tutto ciò grazie alla notevole intelligenza artificiale creata dagli sviluppatori che si regola autonomamente in base alle azioni del giocatore. Ad esempio: per scovare la protagonista all'interno di un'area limitata, l'alieno ricorrerà ai suoi sensi, ossia vista, udito e olfatto, esplorando metodicamente l'ambientazione. Lo farà sia in campo aperto, sia sfruttando i condotti di ventilazione inseriti nei soffitti. Quando non si potrà sfruttare il proprio campo visivo, per seguire i movimenti dell'alieno bisognerà ricorrere al famoso sensore di movimento, anch'esso messo in scena in maniera molto realistica. Una volta estratto, lo sfondo si appannerà, ma la pressione del grilletto sinistro potrà riportare a fuoco la visione panoramica, diminuendo invece la visibilità sullo schermo del dispositivo. Proprio come se si stesse dando attenzione più a una cosa che ad un'altra. Data l'impossibilità di danneggiare in maniera significativa l'alieno, gli sviluppatori hanno inserito diversi strumenti per aggirarlo e confonderlo, sia nel level design, come condotte dell'aria in cui strisciare, sia sotto forma di strumenti, come ad esempio le granate acustiche, ottime da piazzare in un punto lontano dall'obbiettivo per avere qualche secondo di tranquillità e riorganizzare le proprie idee. Buona parte di tale strumentazione, medikit compresi, andrà costruita dal giocatore sfruttando il sistema di crafting, ma solo dopo aver raccolto le materie prime sparse nei livelli. Naturalmente eseguendo il titolo al massimo della difficoltà, questi oggetti andranno centellinati e non sprecati, pena la morte sicura nelle fasi avanzate della storia. Alien Isolation si dimostra un gioco ben più difficile della media, e la morte è un evento che si ripeterà diverse volte prima di giungere alla fine dell'avventura. L'ombra della frustrazione potrebbe avvolgere alcuni momenti, ma l'imprevedibilità e la personalità sfoggiate dall'alieno in ogni caso terranno il giocatore incollato allo schermo per provare la sua superiorità rispetto all'astuto Xenomorfo. Alla difficoltà del contesto contribuisce anche il sistema di salvataggio, che permette di sovrascrivere solo in prossimità di apposite stazioni, spendendo tra l'altro diversi secondi nell'attesa. Nel gioco, poi, sono presenti anche dei semplici Quick Time Event, anche se solo nell’ultimissima sequenza possono essere definiti tali. In generale comunque, escludendo almeno quattro o cinque passaggi quasi “su rotaie”, come tutta la parte del flashback vissuta nei panni di un prigioniero sulla Sevastopol, l'esperienza offerta non è troppo lineare e offre diversi percorsi alternativi per giungere a destinazione, pur con tutti i limiti che una simile ambientazione “chiusa” comporta a livello di spazi, ampiezza delle location e libertà di movimento. Dal punto di vista della longevità il titolo si attesta su una buona scala per il genere. Alien Isolation infatti può essere ultimato in poco più di una ventina di ore al livello di difficoltà medio e cercando di esplorare ogni angolo della stazione spaziale. Dove Alien Isolation raggiunge però la quasi perfezione è sicuramente nel comparto tecnico. Il gioco offre infatti ambienti dettagliatissimi, disegnati con grande perizia ed abilità. Nonostante ci si ritrovi ad esplorare corridoi e stanze di una struttura nello spazio, gli artisti di Creative Assembly sono riusciti a proporre un'invidiabile varietà, giocando con luci ed ombre e creando livelli perfettamente integrati col gameplay ed allo stesso tempo splendidi da vedere. Di grande impatto poi l'idea di mantenersi fedeli alla fantascienza anni '70, con quei monitor monocromatici ingombranti e tecnologie antiquate nonostante ci si ritrovi più di cento anni nel futuro. Ma l'oscar va alla componente sonora, infatti ogni suono, ogni rumore, ogni scricchiolio è al posto giusto, studiato con cura per incutere timore, dare la sensazione di essere costantemente braccati e in pericolo di vita. Di grande fattura anche il doppiaggio italiano che per una volta può davvero essere paragonato a quello in lingua originale. Tirando le somme, il software esaminato non è semplicemente un videogame, ma è davvero un piccolo capolavoro, trasmette una tensione continua, mischia azione ed esplorazione, attesa e scontri. Un sogno finalmente divenuto realtà per qualsiasi fan della serie anche a livello di ambientazione e cura per i dettagli, con in più un sound design strepitoso e un comparto grafico non stratosferico ma solido e con parecchi tocchi di classe. Una volta finito il gioco l'impressione che si ha è quella di aver compiuto qualcosa di veramente epico e ciò è sintomo che Alien Isolation è davvero un prodotto imperdibile. GIUDIZIO GLOBALE: GRAFICA: 9 SONORO: 9 GAMEPLAY: 8,5 LONGEVITA': 8 VOTO FINALE: 8,5
Alien Isolation, un vero e proprio omaggio a Ridley Scott
La tensione dei film torna nel videogame
