Si parte dalla piazza e dalla lobby, con un tour virtuale in 3D, realizzato con la tecnologia di Google Street View. Si continua alla scoperta di alcune tra le più significative opere della collezione permanente, con un focus sulla Mappa di Alighiero Boetti, come non si è mai vista a occhio nudo. Tutto questo, a partire da domani con un click su www.google.com/artproject e su www.fondazionemaxxi.it. Il MAXXI infatti diventa partner di Google Art Project, la piattaforma digitale che, avviata nel 2011 da Google Cultural Institute, accoglie i capolavori dei principali musei di tutto il mondo, rendendone possibile a tutti la conoscenza, con una semplice visita virtuale. In particolare, la visita in 3D con tecnologia Google Street View e la Mappa di Alighiero Boetti alla risoluzione di 7 miliardi di pixel, saranno accessibili anche direttamente dal sito del MAXXI, www.fondazionemaxxi.it, oltre che da quello di Google Art Project, www.google.com/artproject, aumentando ulteriormente la possibilità di fruizione del pubblico. Così, mentre il museo reale si prepara ad accogliere il progetto del direttore artistico Hou Hanru, Open Museum Open City, che per sei settimane lo svuoterà dalle opere per riempirlo di suoni (dal 24 Ottobre), prende il via il museo virtuale, dove una selezione di opere dalle collezioni di arte, architettura e fotografia sarà sempre fruibile da tutti - studiosi, turisti, amatori, curiosi - gratuitamente. La scoperta e la sorpresa più emozionante - spiegano dal MAXXI - sarà l'opera Mappa di Alighiero Boetti, il grande arazzo (cm 163 x 217) realizzato nel 1971 durante il suo secondo viaggio in Afghanistan, per la prima volta fotografata e messa on line su Google Arte Project a una definizione altissima (7 miliardi di pixel). Mappa è uno dei primi arazzi di Boetti, tessuto da ricamatrici afghane su suo disegno. Raffigura la situazione geopolitica del mondo all'inizio degli anni Settanta, evidenziando i rapporti di potere. Ogni Stato è definito dalla propria bandiera, e spiccano i due poli contrapposti: Nord America, Russia e Cina. Tutt'intorno un'iscrizione con le circostanze in cui è stata realizzata l'opera (data, luogo, collaboratori), la firma dell'artista in ordine alfabetico: ABEEGHIIILOORTT e la frase "Mettere al mondo il mondo" a sottolineare la corrispondenza tra arte e vita, alla base del suo lavoro. Accedendo alla gallery di opere del MAXXI ospitate da Google Art Project e zoomando fino a 7 gigapixel, si potrà cogliere ogni dettaglio dell'opera, invisibile a occhio nudo: la trama morbida che caratterizza i primi ricami, le diverse mani delle ricamatrici, le sfumature di colore delle centinaia di fili necessari per comporre questo universo. Continuando a navigare sul sito su www.google.com/artproject, si potranno scoprire 55 opere delle collezioni di arte, architettura e fotografia del MAXXI, con relative informazioni. Un modo semplice e immediato per avvicinare i diversi pubblici al contemporaneo. Si parte dalle opere di maestri italiani imprescindibili come Gino De Dominicis, Mario Merz e Michelangelo Pistoletto fino a Pierpalo Calzolari. Uno sguardo al panorama internazionale con, tra l'altro, installazioni, dipinti, opere di William Kentridge, Yayoi Kusama, Gilbert & George, Gerhard Richter, Bill Viola. Senza perdere di vista la nuova generazione con i lavori di Lara Favaretto e Francesco Vezzoli, Massimo Bartolini e Grazia Toderi. Modelli, disegni, fotografie di - tra gli altri - Enrico Del Debbio, Pier Luigi Nervi, Carlo Scarpa, Massimiliano e Doriana Fuksas, rappresentano la collezione di architettura, insieme con i progetti site specific degli olandesi West 8, i messicani Estudio Teddy Cruz, il libanese Bernard Khoury. I paesaggi italiani ritratti da Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Letizia Battaglia, Gianni Berengo Gardin, Mimmo Jodice, Armin Linke, Paolo Pellegrin, Massimo Vitali ed altri compongono la galleria di fotografia, insieme con il ritratto di Giuseppe Penone realizzato da Elisabetta Catalano. Infine, grazie alla tecnologia Google street view impiegata per la mappare la piazza e la lobby del museo sarà possibile effettuare veri e propri tour virtuali tra le architetture di Zaha Hadid e le installazioni di Maurizio Mochetti, Sol LeWitt, Anish Kapoor e Giuseppe Penone. Il MAXXI si aggiunge dunque al network di 345 musei e istituzioni di tutto il mondo che hanno aderito al progetto (dal MoMA al MET di New York, dalla National Gallery alla Tate Britain e la Tate Modern di Londra, dal Chateau di Verasilles al Museé D'Orsay di Parigi, dal Reina Sofia di Madrid all'Hermitage di San Pietroburgo, dall'Acropoli di Atene al MAM di Sao Paulo per arrivare fno all'India. La Cina, il Sud America, l'Australia).
Il museo MAXXI di Roma è partner di Google Art Project
Sarà possibile fare un tour virtuale del museo
