General

Pirati informatici russi rubano 1,2 miliardi di password

Trafugati anche oltre 500 milioni di indirizzi mail

Ennesimo furto di dati sul web. Questa volta sarebbero stati trafugati un miliardo e 200 milioni di user name e password e più di 500 milioni di indirizzi email. I dati sarebbero finiti nelle mani di una banda criminale russa che le avrebbe rubate saccheggiando oltre 420mila siti web, fra i quali ci sono quelli di alcune grandi aziende. Lo ha scoperto e rivelato al New York Times Hold Security un'azienda di sicurezza di Milwaukee che ha alle spalle una serie di successi nella scoperta di azioni di pirateria informatica di grande rilievo. Secondo la testata statunitense, che ha affidato l'analisi dei dati a esperti indipendenti, fra le entità che hanno subito i furti dei dati ci sono anche grandi aziende che tra l'altro erano a conoscenza della sottrazione delle informazioni.La banda di hacker - giovani poco più che ventenni - avrebbe operato in silenzio da una regione della Russia centro meridionale, poco a nord del Kazakistan e della Mongolia. Lo strumento per il furto dei dati pare sia una tradizionale botnet, ovvero computer infettati appositamente da virus. Secondo Hold Security, buona parte dei siti che hanno subito i furti continuano a essere vulnerabili e gli hacker persistono nel sottrarre le informazioni segrete. Alex Holden, fondatore di Hold Security afferma che la sua impresa ha avvertito buona parte delle aziende prese di mira, anche se ha ammesso che ancora non sono stati ragigunti tutti i siti web interessati. I responsabili di Hold Security sostengono inoltre che non ci sia nessun collegamento fra gli hackers autori del gigantesco furto e il governo russo. Secondo l'azienda di Milwaukee gli autori non sembrano aver venduto i contenuti ad altre organizzazioni. E per ora l'impiego che ne avrebbero fatto sembra limitato ad attività di spam sui social network per conto di terzi che pagano tariffe per avere questi servizi. Il che sembra sproporzionato rispetto allo sforzo e soprattutto rispetto all'opportunità rappresentata dal valore delle informazioni, se vendute sul mercato nero del traffico su Internet. Le autorità sono molto preoccupate per la frequenza di episodi di questo genere. Lo scorso dicembre venne alla luce che 40 milioni di numeri di carte di credito e 70 milioni di indirizzi e numeri di telefono erano stati rubati dai database del gigante americano della grande distribuzione Target. I responsabili sarebbero stati gli hacker di un gruppo che ha la sua base nell'Europa dell'est. A ottobre invece si scoprì che un'organizzazione di pirati informatici basata in Vietnam aveva trafugato dalla Court Ventures, società di brokeraggio, circa 200 milioni di dati personali negli Usa, tra cui numeri della Social Security e numeri di carte di credito e di conti bancari.   COME COMPORTARSI? Impossibile ad oggi sapere se tra le password trafugate ci sia anche quella relativa ad un qualche proprio account: lo si scoprirà probabilmente nei prossimi mesi, quanto saranno rivelati nuovi dettagli sull’accaduto. Per salvaguardare la propria sicurezza nel migliore dei modi occorre tuttavia seguire alcune semplici accortezze mai sufficientemente tenute in considerazione:   - Utilizzare password complesse, non legate ai propri dati personali, dissociate da informazioni pubbliche e sufficientemente lunghe; evitare in particolare password semplici quali “123456“, ancor oggi tra le più utilizzate in tutto il mondo   - Non utilizzare la stessa password per più siti, soprattutto laddove si concentrano i propri dati personali e gli accessi di maggior importanza; Cambiare regolarmente le proprie password più importanti, così da evitare che un eventuale furto possa mettere a repentaglio la propria sicurezza nonostante tutte le accortezze seguite.

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.