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Gli oratori di ieri possono essere la rete di domani

Tascout il social per i calciatori dagli 8 ai 17 anni

Negli ultimi mesi la stampa internazionale ha puntato i riflettori sull'abbandono di Facebook da parte dei "millennials" (nativi digitali), sempre più interessati a piattaforme diverse, come le app di messaggistica istantanea. Significativo è il fenomeno Snapchat. Nel Web Marketing, la fascia dei teen è ormai tra quelle più appetibili; lo è ancora di più quella formata dai più piccoli. Zuckerberg non può assolutamente permettersi di perderli. I ragazzini di età inferiore ai 13 anni non potrebbero effettuare l'iscrizione a Facebook, ma al momento del sign up ai giovani navigatori basta dichiarare una data di nascita diversa e il gioco è fatto. In effetti gli under 13 su Facebook ci sono già, ma potrebbero essercene molti di più e così come è ora non possono essere individuati e profilati. Qualche giorno fa ha cominciato a girare in rete il rumor secondo cui Facebook avesse intenzione di aprire l'iscrizione ai ragazzi con età inferiore ai 13 anni: Mark avrebbe presentato domanda di brevetto per un sistema che consenta anche agli under 13 di iscriversi, previo consenso e supervisione dei genitori attraverso i propri profili.   Immediata la smentita da Palo Alto: “La domanda relativa al brevetto oggetto di discussione è stata presentata due anni fa a seguito di un confronto con esperti, associazioni ed istituzioni dal quale era emersa la necessità di rafforzare ulteriormente la tutela dei minori su Facebook". Questo anche alla luce delle ricerche che evidenziavano l'aumento dei ragazzi di età inferiore ai 13 anni che si iscrivevano al social network mentendo sulla propria età, spesso aiutati dai loro stessi genitori. "Come ogni azienda responsabile abbiamo cercato possibili soluzioni a questo problema. La domanda per un brevetto svolta due anni fa non rappresenta in alcun modo un indice di attività future in questo ambito". Anche se questa apertura ai più giovani per Facebook sembra essere rinviata a data da destinarsi, è certo che la rete stia facendo i conti con la creazione di community adatte ai più piccoli. I ragazzi trascorrono sempre più tempo online, perché non dare loro delle piazze in cui incontrarsi? Considerato che l'età media in cui i bambini cominciano a fruire di contenuti online è 8 anni e che il 38 % dei minorenni iscritti a Facebook fa parte della fascia 7 - 12 anni, più andiamo avanti e maggiore sarà l'esigenza che progetti del genere crescano e si diffondano.   Tra le proposte attualmente disponibili che rispondono proprio a questo bisogno , arrivano dall'estero Diy, basato sulla creatività degli utenti, e Twigis, una piattaforma interattiva costantemente controllata da moderatori.  Tutto italiano invece Tascout, disponibile tra pochi giorni sulla rete, una community per giovani calciatori dagli 8 ai 17 anni che nasce per fornire ai fuoriclasse di domani uno spazio in cui mostrare il loro talento e condividere le esperienze. In una rete che per i più piccoli appare minata da contenuti che in quanto ad utilità sociale sono troppo spesso dannosi, questi esempi appaiono interessanti e da considerare utili per una crescita più sana dei "Millennials".

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