Non era mai accaduto prima d’ora, e comunque mai con tanta evidenza. Ma il lancio di Metal Gear Solid V: Ground Zeroes (per Ps3, Ps4, Xbox 360 e Xbox One a partire da 40 euro), nuovo capitolo di una delle saghe videoludiche più popolari del mondo, sta diventando un caso e sta spaccando la comunità dei videogiocatori. Da una parte c’è chi non ammette critiche all’opera di Hideo Kojima, 51enne creatore del marchio cui si devono molti degli stereotipi moderni in ambito di dinamiche ludiche e narrazione interattiva. Dall’altra, i tanti che, da uno dei franchise simbolo del settore, pretenderebbero più di un titolo e che invece sembra essere un mero escamotage di marketing. Fra i delusi c’è chi paragona Ground Zeroes a un tutorial dalla brevità ingiustificabile: meno di 2 ore per completare la missione principale, ma c’è anche chi sostiene che sarebbe potuto essere un contenuto extra scaricabile e a pagamento per 15 euro. Il gioco simula l’ennesima missione in terza persona di Naked «Big Boss» Snake, che in una base americana a Cuba, nel 1975, è chiamato a far evadere due vecchie conoscenze: Chico e Paz presenti nell’episodio « Peace Walker ». Ground Zeroes è solo il prologo del capitolo ufficiale atteso in autunno, « The Phantom Pain » e anticipa il contesto, sempre più cupo, e soprattutto, il sostanziale cambio nelle meccaniche di gioco, con l’aggiunta dell’esplorazione svicolata dalla trama, elemento tipico di un «open world». Di grande impatto la colonna sonora scelta da Kojima con la ballata di Ennio Morricone, tema principale del noto film Sacco e Vanzetti, che ricorre nei momenti più «forti» e toccanti del gioco.
Il prequel di Metal Gear Solid V divide i fan più accaniti
I pro: "Appassionante. I contro: "Troppo breve"
