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Un parco intitolato a Eugenia e Vittorio Tantucci, papà della Sintassi latina

Cerimonia nel quartiere Monte Verde Nuovo

Il parco di via Tarra intitolato a Vittorio ed Eugenia Tantucci. Cerimonia nel quartiere Monte Verde Nuovo per il cambio di nome dell’area verde compresa fra via Raffaele Battistini, vicolo di Valtellina e Via Giulio Tarra a due passi dal viale chic dei Colli Portuensi:  la nuova targa toponomastica “Parco Vittorio Tantucci e Eugenia Bruzzi Tantucci”,  è stata inaugurata con il saluto del sindaco di Roma Capitale Roberto Gualtieri, insieme con quello del sottosegretario di Stato al Ministero dell’Istruzione e del merito Paola Frassinetti, alla presenza dell’assessore alla Cultura di Roma Capitale, Miguel Gotor, ed Elio Tomassetti presidente del Municipio Roma XII.

A parlare del latinista Vittorio Tantucci, autore della famosa sintassi latina, su cui hanno studiato generazioni di studenti, e della moglie, Eugenia Bruzzi Tantucci, preside e scrittrice con un grande amore e impegno per l’ambiente, entrambi grandi esponenti della cultura italiana e romana, sono stati  Anna Paola Tantucci, anche lei preside, e presidente EIP Italia Scuola Strumento di Pace, il poeta Elio Pecora, Antonio Augenti già direttore del Ministero dell’Istruzione e a Nina Sergi Lo Giudice presidente dell’Accademia italiana di poesia. 

Ambiziosi i progetti per questa area verde nel cuore di Monte Verde Nuovo. Li spiega la figlia Anna Paola Tantucci.  “I miei genitori  hanno amato la scuola e la cultura  come  strumenti per la crescita delle giovani generazioni e del nostro Paese - ha detto la presidente di Eip Italia Scuola Strumento di Pace - per questo motivo, con i miei fratelli, vorremmo da una parte ricordarli, ma soprattutto rendere questo spazio verde, collocato vicino a molte scuole, un Parco letterario, dove i giovani possano riunirsi e incontrare scrittori, artisti, uomini di scienza, protagonisti dell’informazione, per ampliare i loro orizzonti e trovare la loro autentica vocazione”.

CHI ERANO

Latinista lui, scrittrice lei, Vittorio ed Eugenia si incontrano all’Università  Alma Mater di Bologna dove si laureano entrambi  in Lettere classiche. Eugenia Bruzzi  diventerà la compagna della sua vita e la sua collaboratrice per i libri di latino. A lei “tibi dilectissima coniunx, animae dimidium meae” dedica nel 1944 La Sintassi latina, pubblicata dalla Casa Editrice Licinio Cappelli di Bologna, la prima sintassi del dopoguerra che si afferma rapidamente in tutto il paese e sostituisce i testi fino ad allora più diffusi, lo Zenoni e il Rubrichi, ancora tra le più adottate.

Per il rigore scientifico, l’insuperata chiarezza espositiva della parte teorica e per l’efficacia degli esercizi, è accolta con grande favore anche all’estero, e nessuno pensa che possa trattarsi dell’opera di uno studioso di appena 29 anni. Raggiunge l’apice del successo con la sintassi latina Arethusa diffusa anche in America, Germania, Svizzera e persino in Africa ad opera del presidente del Senegal, l’umanista Senghor, che ne fu un estimatore. A Bologna nascono Anna Paola e Andrea. Nel 1955 si trasferisce a Roma dove nasce il terzo figlio Enrico. Collabora all’Università di Roma “La Sapienza” con il professor Enzo Marmorale, illustre latinista. 

Fra i numerosi riconoscimenti post mortem ha ricevuto la medaglia d’oro del Ministero della Pubblica Istruzione e la medaglia d’oro della Presidenza della Repubblica per i benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte, conferitagli dal Presidente Giuseppe Saragat. Altre sue opere sono: “Nova Maia”, “Aurea Roma”, Urbis et orbis lingua, Ad Altiora, “Tantucci Plus”, “Analisi Logica”, “Il mio primo libro di latino”, tutte edite dalla Poseidonia, Bologna. Nel 2022 è uscito l’ultimo aggiornamento che l’Editore Mondadori Educational ha voluto intitolare “Quae manent”, a significare i valori  universali della cultura classica, versione più ricca, più digitale, con la curvatura all’Insegnamento dell’educazione civica, “civis sum” nella società romana. 

Eugenia Bruzzi Tantucci ha avuto due grandi passioni: la difesa dei beni naturali e culturali e l’amore per la diffusione della lettura e della poesia tra i giovani. Nel 1975, chiamata dal Ministro Giovanni Spadolini, ha partecipato alla fondazione del Ministero dei Beni Culturali, per il quale ha ideato la Settimana dei Beni Culturali, che continua tuttora con grande successo e che nel 2004 le è valsa la stella d’argento del Presidente della Repubblica come benemerita della cultura, della scuola e dell’arte. Alla difesa dell’ambiente, prima come docente, poi come preside di prestigiosi istituti, ha dedicato grande energia attraverso battaglie civili e la formazione dei docenti e degli studenti con l’Associazione Italia Nostra, contribuendo in modo determinante negli anni ’80 al salvataggio dalla speculazione edilizia di Macchia Grande a Fregene, divenuta oasi protetta del WWF e del Parco della Caffarella  al Tuscolano e di Piazza Cola di Rienzo, dai lavori della metropolitana che avrebbero messo in pericolo la stabilità  degli edifici.  Negli ultimi vent’anni ha portato avanti, come segretaria nazionale dell’ULI (Unione Lettori Italiani), l’impegno per la diffusione della lettura nella scuola e presso gli adulti. Ha promosso, insieme al poeta Elio Pecora, il Concorso destinato alle scuole “Un autore per la scuola, un libro per domani”, in cui i ragazzi erano i giurati e sceglievano ogni anno, tra una rosa di proposte, il poeta vincitore. 

Tra le sue opere letterarie ricordiamo “Il Ritorno. Storia di una famiglia italiana” (1998),  “Attenta al lupo”,  “Anna” (2000) e un libro di prosa e poesia che rappresenta il suo testamento spirituale “Ci sarà tempo ancora” (2007), che ha ricevuto importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.

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