La rotta balcanica "preoccupa" per due elementi di criticità: "la possibile compresenza di foreign fighters e migranti" e "le tappe in zone dei Paesi balcanici con elevato tasso di radicalizzazione islamica". A lanciare l'allarme è il direttore del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Giampiero Massolo, in audizione davanti al Comitato parlamentare Schengen presieduto da Laura Ravetto. "La rotta balcanica è quella preferita dai foreign fighters. Recentemente si è raggiunto un flusso consistente (700mila quest'anno in Grecia) di migranti, economici e asilanti, provenienti da Iraq, Siria, Afghanistan e questo aumenta i rischi di infiltrazioni". Per il resto, "non esistono evidenze della presenza di terroristi jihadisti tra i migranti che arrivano in Italia via mare, anche se possono esserci tra di loro soggetti più o meno radicalizzabili. Ma non ci sono legami diretti o progettualità". Massolo fa sapere che non c'è alcun allarme di commistioni tra ambienti radicalizzati e la nostra criminalità organizzata". Ma l'allerta nel nostro paese resta alta. La minaccia, infatti, può arrivare dai self starter e dagli home grown, quindi dall'interno dei confini. Poi sottolinea come la recente direttiva sul "Passenger name record" (Pnr), riguardante i voli commerciali, rappresenti "un elemento importante di selezione delle minacce", anche perché "sposta l'enfasi dai noti agli ignoti e il rischio può stare anche nei passeggeri ignoti". Per il direttore del Dis sarebbe "auspicabile anche la possibilità di un accesso diretto ai dati per i servizi di intelligence, naturalmente all'interno di un meccanismo che offra precise garanzie". Sul caso Libia "La previsione è che domani la firma ci sarà regolarmente, con chi si è detto disponibile a firmare, ovvero le maggioranze dei due Parlamenti". Massolo smentisce che sia sfumato l'accordo tra i governi di Tobruk e Tripoli. "Si tratta di un sviluppo importante dal punto di vista politico e diplomatico che vede i governi impegnati a sostenerlo in modo fattivo e con eventuali misure se dovesse rivelarsi fallace. C'è stato un equivoco, spiega, si era detto ufficialmente che la firma ci sarebbe stata il 16 mentre invece sarà il 17". Ed un ulteriore elemento di equivoco è stato dato da una coincidenza temporale: ieri a Malta si sono riuniti i presidenti dei due Parlamenti che rappresentano gli intransigenti degli schieramenti". Cyber sicurity "Lo stanziamento di 150 milioni per la cyber-sicurezza è un segnale di fiducia e di investimento sempre più ampio nell'intelligence italiana". Per Massolo la Cyber sicurezza non dipende solo dai fondi, ma i fondi saranno molto importanti per il progresso tecnologico e saranno utili per fare un salto di qualità. Non voglio dire che oggi siamo arretrati, dico che questo è un campo in cui si può fare sempre meglio". Il direttore del Dis sostiene di non essere interessato alla messa a punto di un "Grande Fratello", ma "noi preferiamo un approccio integrato, orizzontale e partecipativo: ovvero non ci serve una raccolta massiva di dati, ma la possibilità di raccogliere e selezionare dati in modo mirato". L'obiettivo dell'intelligence italiana è quello di definire "selettori adeguati capaci di garantire al cittadino che non faremo inutili raccolte di dati a strascico". Austria, arrestati 2 presunti terroristi Intanto la polizia austriaca ha arrestato due persone sospettate di avere collegamenti con gli attacchi di Parigi del 13 novembre. "Due persone provenienti dal Medio Oriente sono state arrestate nel fine settimana. Stiamo investigando su indizi di un possibile collegamento con gli attacchi di Parigi", ha fatto sapere il portavoce della procura di Salisburgo, Robert Holzleitner. Secondo un giornale austriaco, i due sarebbero cittadini francesi e avrebbero finto di essere rifugiati. Il portavoce ha aggiunto che i due sono stati arrestati in un centro di accoglienza per rifugiati nell'Ovest del Paese. Secondo il quotidiano Kronen-Zeitung, si tratta di due cittadini francesi entrati in Austria a ottobre assieme ad alcuni membri della cellula che ha compiuto i massacri del 13 novembre a Parigi. Il giornale afferma che i due avevano falsi passaporti siriani e avevano viaggiato dalla Grecia attraverso i Balcani fino in Austria assieme ai centinaia di migranti in cerca di rifugio in Europa. Il quotidiano ha anche precisato che le informazioni sui due arrestati sono giunte da servizi segreti esteri.
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Il direttore del Dis, Massolo: "Terroristi pronti a colpire. L'allerta resta massima". Arrestati in Austria 2 sospetti legati agli attentati di Parigi, si fingevano rifugiati
