"Bisogna più che mai rifiutare la paura, la divisione e l'odio e scegliere la vita, la cultura, la condivisione". Il presidente francese, Francois Hollande, parla alla 70esima conferenza generale dell'Unesco. Il suo è il discorso di un Paese in guerra. Parla senza mezzi termini quando si rivolge al network del terrore. Parla del califfo Al-Baghdadi e dei suoi uomini, gli stessi che nei mesi scorsi hanno raso al suolo Palmyra, patrimonio dell'umanità. Quei terroristi che odiano e che sono pronti a distruggere la cultura mondiale compreso chiunque decida di mettersi tra loro e questo maledetto disegno. "La nostra risposta deve essere spietata sia all'esterno che all'interno", fa sapere Hollande. "Siamo in guerra contro il terrorismo jihadista, ma la nostra non è una guerra di civiltà. Non è una guerra di civiltà perché i terroristi non hanno mostrato alcuna civiltà. La Francia, pur minacciata dal terrorismo, non cederà alla paura e resterà il Paese della cultura senza cambiare il suo modo di vivere. "Non lottiamo contro il terrorismo nascondendoci, sospendendo la nostra vita economica, sociale, culturale", osserva il capo dell'Eliseo. "Non cederemo al terrorismo, cambiando il nostro modo di vivere. Non cederemo a nulla. Ecco perché dopo l'emozione e il lutto, la Francia non cambierà: Parigi resterà la città dei cinema, dello spettacolo, dei musei. Tutti i musei rimarranno aperti per far scoprire ai visitatori le meraviglie del nostro patrimonio. La Francia è un Paese aperto e rimarrà aperta alla cultura". Dopo gli attacchi terroristici di venerdì scorso a Parigi, la Francia ha chiesto aiuto all'Europa e l'intera Ue ha risposto positivamente. Federica Mogherini ha precisato che l'appoggio sarà accordato su basi bilaterali e che non sarà creata un'apposita missione comunitaria, per cui al governo francese spetterà adesso avviare i contatti con i singoli partner onde definire le modalità dell'assistenza fornita da ciascuno. Il premier Manuel Valls ha ribadito che il Paese non si atterrà ai vincoli sul deficit proprio per rafforzare la sicurezza. A sua volta il ministro della Difesa, Yves le Drien, ha chiarito che l'appoggio dell'Unione potrebbe andare oltre il territorio nazionale, ed estendersi a Siria, Iraq e all'Africa.
Hollande non retrocede: "Saremo spietati. Rifiutare la paura"
Per il Capo dell'Eliseo non è una guerra di civiltà: "I terroristi non mostrano alcuna civiltà. Parigi resterà la città dello spettacolo e dei musei" LEGGI ANCHE "La Francia è in guerra"
