Per l'ennesima volta, a seguito di un attentato del terrorismo islamico in Europa, è il quartiere belga di Molenbeek, a Bruxelles, che emerge nelle cronache come una delle basi di preparazione e di partenza di almeno una parte dei terroristi, come sembra dimostrare la retata della polizia e almeno un arresto, in collegamento con la strage di Parigi. La scheda Molenbeek è un quartiere di 96mila abitanti a forte densità di popolazione immigrata (non solo di origine nordafricana, ma anche italiana). L'età media è di 34 anni e 10 mesi, tre anni in meno della media della regione di Bruxelles-capitale, mentre il tasso di disoccupazione era nel 2012 del 30,7% contro il 22,5 della media di Bruxelles, per i giovani di meno di 25 anni saliva al 41,6%, sei punti in più della media. I precedenti A Molenbeek è stato così fin dall'assassinio, il 9 settembre 2001 in Afghanistan, del comandante Massoud, il "Leone del Panjshir", che guidava la guerriglia contro i talebani. L'assassino, Abdessatar Dahmane, aveva frequentato a lungo il centro islamico belga di Molenbeek, così come Hassan El Haski, considerato il pianificatore degli attentati di Casablanca nel 2003 e di Madrid nel 2004. Più recentemente, Mehdi Nemouche, l'autore dell'attacco contro il museo ebraico di Bruxelles (maggio 2014), aveva affittato una stanza per tre mesi a Molenbeek prima dell'attentato. Non solo: le armi utilizzate per gli attentati contro Charlie Hebdo nel gennaio scorso sarebbero state comprate proprio a Molenbeek, oltre che in un'altra cittadina belga Charleroi. Inoltre, da Molenbeek veniva uno dei membri della cellula terrorista di Verviers, nei pressi di Bruxelles, smantellata nel gennaio 2015.
Molenbeek, il quartiere di Bruxelles centro del Jihadismo europeo
Ancora una volta base di preparazione e punto di partenza di una parte dei terroristi
