Esteri

Ma parte dell’attacco è stato sventato

Ecco perché i servizi hanno funzionato

L'allarme sul rischio di altri attentati era stato lanciato già nei mesi scorsi. L'ultimo rapporto riservato dei servizi segreti francesi e consegnato al governo, risale addirittura ai primi di novembre, quando è stata segnalata la possibilità di attacchi da parte di soggetti provenienti da altri Stati e che avrebbero potuto arrivare in Francia solo per commettere azioni terroristiche. Gli 007 di Francois Hollande già sapevano, quindi, che in caso di attentato questa volta avrebbero colpito terroristi «stranieri», magari provenienti da Paesi vicini come il Belgio. Mentre i mujhaeddin francesi potrebbero essere destinati ad attaccare Stati come l'Italia, la Germania, la Gran Bretagna o altri. Uno scambio «operativo», quindi, entrato a pieno nella strategia degli jihadisti, secondo l'informativa di novembre, perché consentirebbe di fuggire più facilmente dal luogo dell'attentato e diminuirebbe i rischi di essere individuati. Una dinamica simile a quanto accaduto venerdì scorso a Parigi che, quindi, non ha colto di sorpresa i servizi segreti, anche se non è servito ad evitare il massacro. L'intelligence francese, inoltre, nell'elenco dei personaggi considerati a rischio aveva già inserito alcuni dei soggetti che hanno partecipato agli attacchi e che avrebbero seguito percorsi di radicalizzazione tali da renderli pericolosi a livello 1, il massimo grado previsto per questo tipo di classificazione. Il numero di documenti riservati sugli assalitori dimostrano come, almeno da questo punto di vista, le informazioni raccolte hanno consentito di lanciare un allarme già nei mesi scorsi che forse è rimasto inascoltato da parte delle istituzioni. Nonostante le difficoltà successive alle stragi, infatti, l'identificazione di alcuni terroristi è stata quasi immediata. È evidente, quindi, che dopo l’attentato al giornale satirico Charlie Hebdo e l'attacco al supermercato kosher avvenuti nel gennaio scorso, c'è stato un incremento nelle attività dei servizi segreti. A parziale giustificazione dell'operato dell'apparato d'intelligence francese, inoltre, va comunque detto che se è possibile immaginare attacchi in simultanea condotti da soggetti destinati al «martirio», non è altrettanto possibile individuare con esattezza i luoghi e i tempi che i terroristi sceglieranno per farsi esplodere e per uccidere quante più persone possibile. Alcuni degli alert lanciati dagli 007, inoltre, hanno anche consentito di rafforzare le misure di sicurezza attorno allo stadio dove era in corso la partita di calcio tra Francia e Germania. In quella circostanza, infatti, vista anche la presenza del presidente Hollande, i controlli sono stati più serrati. Grazie alle indicazione dei servizi segreti, uno dei kamikaze è stato fermato prima di accedere allo stadio perché risultato sospetto. Indosso, infatti, aveva una cintura esplosiva che poi ha usato qualche metro più in là. Con più di 300 tra morti e feriti, 8 terroristi morti, una città dal volto spettrale, e jihadisti in fuga, però, la posizione dei servizi segreti francesi non è delle migliori. Tuttavia, hanno comunque avuto la capacità di prevedere una parte del modus operandi dei terroristi.

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