Esteri

È un nuovo scontro ma senza divise

di Roberto Arditti

Paura, tanta paura. E poi rabbia, tanta rabbia. Così ci ritroviamo a due giorni dai morti di Parigi. Però diciamolo subito: paura e rabbia servono a niente. Adesso è il momento delle risposte, quelle vere. Altrimenti anche questi morti saranno inutili, come tanti altri prima di loro. Allora diciamoci alcune cose in modo brutale. Punto primo: non è vero che è tutta colpa dei mussulmani e che loro sono i mostri della storia moderna. La Seconda Guerra Mondiale ha fatto 55 milioni di morti, di cui 40 in Europa. E l’abbiamo voluta noi, nel cuore del Vecchio Continente. Lo sterminio degli ebrei (che molti nemici hanno nell’Islam) l’abbiamo pensato, programmato e attuato noi, sì proprio noi. Noi tedeschi, noi italiani, noi europei insomma. Punto secondo: negli ultimi anni sono state compiute scelte politiche il cui tasso di demenza è battuto soltanto dal loro aspetto criminale: Libia, Siria, Egitto, Iraq e così via. Abbiamo sostenuto (anche militarmente) presunte rivoluzioni di popolo che si sono rivelate spaventosi buchi neri, capaci di inghiottire milioni di vite umane. Punto terzo: abbiamo attuato politiche di accoglienza ai rifugiati spesso improntate ad un atteggiamento caritatevole ma incapace di fare un minimo di selezione, evitando di pretendere (con la forza) dai Paesi di partenza adeguate misure di repressione al traffico di esseri umani. Comunque le chiacchiere stanno a zero. Siamo dentro una guerra, inutile che ci pigliamo per i fondelli. Non è la prima volta, amici bianchi, europei, cristiani. Anche perché siamo specializzati in guerre, ne facciamo tra noi da millenni. Ora il punto è capire che guerra abbiamo davanti e cosa serve per vincerla, avendo chiaro che, pur con tutti i nostri difetti, abbiamo costruito la parte più libera e democratica del mondo. Ebbene questa guerra è molto moderna, non è roba da eserciti in divisa. «Guerra asimmetrica» dicono gli esperti, quelli che parlano raffinato. Guerra sporca, schifosa, vorrei precisare. Una guerra di infiltrati, informazioni comprate, spionaggio a tutti i livelli. Fa ridere l’appello alla solidarietà di tanta parte della sinistra, che infatti si avvia a sparire dal panorama politico europeo. E fa quasi tenerezza il pannicello caldo di tanta parte della destra, che dall’Ungheria alla Francia (e pure qui da noi) spera di cavarsela con muri ed espulsioni. La battaglia sarà durissima e durerà decenni. Ma dove crede di andare il Presidente Hollande quando dice «saremo spietati»? La piccola Francia non è in in grado di tenere d’occhio le periferie di Parigi, come pensa di giocare la sfida nei cinque continenti che ormai si impone? Abbiamo subito bisogno di una Agenzia di Intelligence Europea. La Cia costa 50 miliardi di dollari e gli Usa hanno la metà dei nostri abitanti. Quindi ci serve un soggetto da 100 miliardi di euro l’anno, poiché su questo fronte si gioca il nostro futuro. Se non lo faremo pagheremo prezzi altissimi. Se lo faremo avremo comunque altri morti: e non pochi. Ma, forse, ci salveremo.

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