Sembrava la volta buona. Finalmente un volo per tornare a casa e la parola fine per una vacanza finita male. E invece no. Non c'è fine al calvario deicittadini italiani rimasti bloccati a Sharm el-Sheikh dopo che sabato un Airbus russo è precipitato sulla penisola del Sinai. I dubbi sul fatto che si sia trattato di un attentato e i rischi connessi a questa ipotesi stanno spingendo le autorità egiziane ad utilizzare la massima cautela. E cosi l'aereo della EasyJet pronto a partire direzione Malpensa con a bordo 154 concittadini è stato annullato all'ultimo minuto. Il comunicato della compagnia aerea inglese è arrivato come una doccia fredda anche perché, a quanto si apprende, l'aereo era già pronto in pista. "Nonostante gli sforzi che stiamo portando avanti con le autorità britanniche, italiane ed egiziane, il piano di recupero dei passeggeri italiani previsto per questa sera non è più attuabile - si legge -. Malgrado questo problema sia al di fuori del nostro controllo, ci scusiamo con i nostri passeggeri per il disagio. Tutti i clienti riceveranno assistenza in loco, ospitalità in hotel e continueremo a tenerli informati. Questa mattina le autorità egiziane hanno prima negato il permesso al decollo a tutte le compagnie britanniche, poi l'hanno autorizzato solo per un numero esiguo di voli, infine il nuovo no". Insomma l'emergenza scattata sabato è tutt'altro che terminata. Stamattina due dei nove voli programmati con destinazione Londra-Gatwick erano riusciti comunque a partire, dopo una lunga attesa all'imbarco e sulla pista, ma solo perché già in fase di rullaggio. A bordo c'erano 165 o 166 persone. Sono atterrati nel pomeriggio a Londra. Sani e salvi. Bentornati, almeno loro.
Easyjet, continua il calvario degli italiani bloccati a Sharm
Le autorità egiziane prima negano i permessi per la partenza degli aerei, poi autorizzano un volo per Malpensa. A poche ore dal decollo la doccia fredda: annullato
