Esteri

Jihadista espulso dall’Italia arrestato in Pakistan

Usman Ghani faceva propaganda su Internet alla "guerra santa" contro l'Occidente

Espulso dall’Italia perché inneggiava alla jihad, una volta arrivato in Pakistan, la polizia locale lo arresta con l’accusa di terrorismo. Èaccaduto giovedì scorso all’aeroporto di Islamabad dove, secondo quanto riferiscono fonti locali, sarebbe atterrato Usman Ghani, il 28enne che risiedeva da anni a Civitanova e che a fine settembre scorso è stato arrestato dagli agenti dell’Ufficio immigrazione della Questura di Macerata per motivi di sicurezza pubblica. Nel nostro paese, secondo gli accertamenti delle forze dell’ordine, il giovane frequentava siti che inneggiavano alla jihad (postando anche video sui social network) oltre ad accompagnarsi a persone radicalizzate. Anche il fratello Faqir, all’inizio dell'anno, è stato rispedito in patria per gli stessi motivi, mentre il padre Sher Ghani è stato arrestato ad Olbia nell’aprile scorso nell’inchiesta coordinata dalla procura di Cagliari sulla presunta cellula qaedista. Per Usman in Pakistan le accuse sono molto più pesanti. Le autorità locali sospettano un suo coinvolgimento nella strage avvenuta a dicembre scorso in una scuola pubblica militare a Peshawar, dove sono morte 141 persone, tra cui 132 bambini, e 150 sono stati i feriti. L’attacco è stato rivendicato dai talebani del Ttp, Tehrik-i-Taliban Pakistan, il gruppo islamista anti governativo armato che opera nelle aree tribali ed è il responsabile di numerose stragi avvenute dal 2007 ad oggi. Quando al 28enne fu notificato il provvedimento di espulsione, il legale nechiese la protezione internazionale perché in Pakistan rischia la pena di morte. Giovedì scorso, però, Ghani è tornato nel suo Paese dove ad attenderlo c'era la polizia locale che lo ha subito arrestato.

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