Esteri

Hillary Clinton batte i concorrenti. In tv

Presidenziali Usa: all’ex first lady la prima sfida tra i candidati democratici I temi: armi, economia, Wall Street e politica estera. Bill: "È la migliore"

La davano per spacciata, dopo l’email-gate, ovvero lo scandalo delle centinaia di informazioni sensibili di governo mischiate a quelle personali, e invece Hillary Clinton è viva, vegeta e, soprattutto, più in palla che mai. Sagace, sicura, sempre sorridente e molto presidenziale si è aggiudicata il primo duello televisivo, organizzato dalla Cnn a Las Vegas, tra i candidati presidenziali del Partito Democratico avendo così recuperato lo status di favorita, allontanando il fantasma della discesa in campo del vice presidente Joe Biden, che continua a valutare la candidatura e dovrebbe sciogliere la riserva nella seconda metà di ottobre. «Sono state le sue due ore migliori da quando si è candidata» ha commentato il Washington Post. La capacità dialettica ha consentito alla ex first lady di riprendersi la scena offuscata fino a poco tempo dal suo compagno di partito, il senatore del Vermont Bernie Sanders, mentre gli altri tre candidati - l’ex governatore del Maryland Martin ÒMalley, l’ex senatore della Virginia Jim Webb, e l’ex governatore di Rhode Island Lincoln Chafee - sono stati delle comparse. Comunque grande fair-play tra i cinque ben altra cosa dall’aggressività degli show dei repubblicani, a cominciare dal cotonato e maschilista Donald Trump. L’applauso più forte però l’ha conquistato proprio Sanders quando, dopo l’attacco del conduttore alla Clinton, ha detto che gli americani sono stufi delle polemiche sulle e-mail private di Hillary e vogliono che la campagna presidenziale si concentri sulle iniziative da prendere per sollevare la classe media e combattere la diseguaglianza. L’ex segretario di Stato allora ha fatto un grande sorriso: «Grazie Bernie». Insomma niente attacchi personali e più convergenza sui temi generali e la prima vera differenza dall’attuale inquilino della Casa Bianca: «Sarei la prma donna presidente e questo già sarebbe un gran cambiamento». Assente in sala, Bill Clinton in quel momento ha postato su twitter una foto di lui, di spalle, mentre guarda la moglie in tv: «È la più qualificata candidata per la presidenza». Durante il dibattito i cinque contendenti del partito dell’Asinello si sono detti d’accordo sul problema delle crescenti disuguaglianze e sulla necessità di riformare la legge sull’immigrazione, il controllo delle armi, il sistema di giustizia penale, le tasse universitarie e dei debiti degli studenti per farvi fronte. Le divergenze principali sono emerse sulla regolamentazione di Wall Street, la guerra in Iraq del 2003 e su Snowden. La Clinton, grazie alla sua esperienza, si è difesa molto bene sui dossier di politica estera ed è tornata a prendere le distanze dall’amministrazione, sottolineando che gli Stati Uniti avrebbero dovuto assumere un ruolo di leadership da opporre all’intervento russo in Siria, ma difendendo la coalizione a guida americana contro l’Is. Più esperta e più allenata dei suoi rivali, la Clinton sul finale ha ricordato le cose importanti da dire. Ha galvanizzato il partito: «Ricordiamoci quello che ci unisce e ci distingue dalla destra». Poi si è rivolta alle donne, promettendo di difendere i loro assegni previdenziali dagli attacchi della destra contro la Social Security. Un sondaggio di Fox pubblicato ieri ha assegnato al socialista Sanders il 25% delle preferenze mentre alla Clinton il 45%: la campagna elettorale è lunga e Hillary Clinton sa bene che non basta vincere la sfida di una notte.

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