La polizia britannica ha posto fine al presidio 24 ore su 24 dinanzi all'ambasciata dell'Ecuador a Londra, dove è rifugiato dal giugno 2012 il fondatore di Wikileaks, Julian Assange. Lo ha reso noto Scotland Yard, pur precisando che rimane valido l'ordine di arresto per l'ex hacker. "Il Servizio di Polizia Metropolitana ha ritirato la presenza fisica di agenti all'esterno dell'ambasciata", ha spiegato Scotland Yard, pur aggiungendo che saranno comunque "dispiegate una serie di misure visibili e coperte per arrestarlo". Il presidio fisso davanti alla sede diplomatica a Londra aveva suscitato numerose critiche per i costi dell'operazione che in tre anni e mezzo è costata oltre 10 milioni di sterline (più di 13 milioni di euro) per sorvegliare giorno e notte l'ambasciata di Quito. Il rifugio di Assange L'ambasciata dell'Ecuador si trova nel quartiere di Knightsbridge, nei pressi di Hyde Park. Assange vi cercò riparo dopo essere stato accusato nel 2010 di violenza sessuale da una donna svedese e colpito da mandato di arresto in Europa. Accusa andata in prescrizione lo scorso agosto. Assange ha sempre negato ogni coinvolgimento e nel 2012 decise di sottrarsi all'arresto temendo che una volta in Svezia avrebbe potuto essere di lì estradato negli Stati Uniti, desiderosi di processarlo per la pubblicazione nel 2010 da parte di Wikileaks di 500mila documenti classificati sull'Iraq e l'Afghanistan e 250mila dispacci diplomatici.
Wikileaks, Scotland Yard sospende la sorveglianza ad Assange
L'ex hacker è rifugiato dal 2012 nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra
