Il bilancio continua a peggiorare. Ora i morti delle due bombe esplose ieri ad Ankara poco prima di una manifestazione pacifista filo-curda, sono oltre 120 mentre i feriti sarebbero più di 500. Il bilancio è stato fornito da un funzionario del partito d'opposizione Hdp, mentre ieri fonti ufficiali turche avevano parlato di 95 morti e 246 feriti. E le stesse fonti ufficiali, nonostante non sia arrivata alcuna rivendicazione, indicano chiaramente il mandante dell'attentato. Secondo chi indaga, infatti, uno dei due kamikaze che si è fatto esplodere ieri sarebbe il fratello maggiore del ragazzo che, a luglio, aveva compiuto lo stesso gesto a Suruc. "Questo attentato è nello stile di Suruc e tutte le tracce sono che è stato una copia dell'altro - spiegano fonti della sicurezza turca -... Questo porta all'Isis". Insomma nonostante molti pensino che le bombe siano il frutto di una "strategia della tensione" messa in atto dal premier Erdogan, la polizia punta il dito contro l'estremismo islamico. Anche se il capo dell'opposizione Kemal Kilicdaroglu, dopo aver incontrato il premier turco, Ahmet Davutoglu, non si sbilancia: "Mi hanno dato informazioni sull'attentato. Mi hanno detto che c'erano due kamikaze, entrambi uomini. Tuttavia, non hanno fatto i nomi di alcuna organizzazione". Ma secondo la CNN turca gli inquirenti hanno già provato che l'esplosivo usato nell'attentato, di tipo tnt, corrisponde a quello utilizzato dal kamikaze di Suruc, nel luglio scorso, oltre ad essere stato rafforzato, proprio come in quell'attacco, da pallini metallici per aver un effetto ancora più letale. Le vittime Dal bambino di nove anni alla nonna-attivista di 70 anni. È un mondo variegato quello delle vittime della strage alla manifestazione pacifista di Ankara. Dai social media sono emerse le storie di molti di loro: studenti, sindacalisti, attivisti filo-curdi, dell'opposizione repubblicana (tra cui 11 attivisti del Partito repubblicano del popolo Chp) e delle Ong. Eccone alcune: - Veysel Deniz Atilgan, 9 anni, è morto insieme al padre ferroviere, Ibrahim Atilgan, trasferito cinque anni fa da Diyarbakir a Ankara - Meryem Bulut, 70 anni, militava tra le "mamme del sabato", un'organizzazione di donne che cercano i loro figli scomparsi durante la campagna antiterrorismo degli anni '90 nel sud-est della Turchia. Suo nipote era stato ucciso l'anno scorso combattendo contro l'Isis nelle montagne del Sinjar, nel nord dell'Iraq - Elif Kanlioglu, una 19enne studentessa di lingue all'università di Mersin, nel sud della Turchia. Era la figlia di un esponente locale del Partito popolare del lavoro (Emep), una formazione di sinistra - Kubra Meltem Mollaoglu, 45enne di Istanbul, era un candidato del partito filo-curdo Hdp alle elezioni del primo novembre, al pari di Abdullah Erol, padre di due figli, originario di Giresun, sul Mar Nero - Ahmed Alkhadi, un palestinese che militava in un gruppo pacifista di Antakya, nel sud della Turchia - Mesut Mak, un sindacalista nel settore agricolo, aveva una figlia Proteste di piazza Intanto oggi migliaia di persone si sono riunite sul luogo della strage. In molti hanno scandito slogan contro il governo turco. Vi sono stati momenti di tensione quando la polizia, che ha lanciato dei lacrimogeni, ha impedito ad esponenti politici ed altri dimostranti di mettere fiori nella zona dell'esplosione. Dopo aver bloccato anche i leader del partito Hdp, Selahattin Demirta? and Figen Yuksekdag, sostenendo che gli investigatori stavano ancora raccogliendo reperti, la polizia ha permesso ad una settantina di persone di superare i cordoni per deporre le loro corone. Un gruppo di dimostranti ha iniziato a marciare verso una piazza centrale di Ankara, scandendo slogan contro il presidente Recep Tayyip Erdogan, da loro considerato il responsabile della spirale di violenza.
Strage di Ankara. Il governo turco accusa: "C'è la mano dell'Isis"
Secondo gli inquirenti uno dei due kamikaze sarebbe il fratello maggiore dell'attentatore di luglio a Suruc. Ma l'opposizione attacca il premier Erdogan
