Esteri

Il Papa ospita la prima famiglia di profughi

Alla vigilia del viaggio del Pontefice a Cuba e negli Stati Uniti, che inizia oggi, il segretario di Stato card. Parolin ha detto in un’intervista che «il tema dei migranti è una preoccupazione...

Alla vigilia del viaggio del Pontefice a Cuba e negli Stati Uniti, che inizia oggi, il segretario di Stato card. Parolin ha detto in un’intervista che «il tema dei migranti è una preoccupazione costante del Papa e ne tratterà durante la sua visita negli Usa, come uno degli argomenti più importanti». Prevedibile, ad esempio, che Francesco ne parli in occasione del suo intervento all’Onu venerdì prossimo. Ma intanto il Papa, oltre a richiamare ad ogni occasione la necessità di soccorrere chi soffre per aver dovuto lasciare il proprio Paese, offre aiuti concreti. Così, dopo l’annuncio all’Angelus, da alcuni giorni la parrocchia di Sant'Anna in Vaticano, retta dai padri agostiniani, ha accolto una famiglia di profughi, composta da padre, madre e due figli. Sono siriani fuggiti da Damasco, cristiani di rito greco-melchita cattolico, del Patriarcato di Antiochia. L’Elemosineria Apostolica fa sapere che sono ospitati in un appartamento del Vaticano, nelle vicinanze di San Pietro. È stata, inoltre, «subito avviata la procedura per la richiesta di protezione internazionale». E poiché per legge nei primi sei mesi dalla presentazione della domanda d'asilo i richiedenti non possono lavorare, in questo periodo saranno «assistiti e accompagnati dalla comunità parrocchiale di Sant'Anna». Massimo riserbo sull’identità della famiglia, così come sull’accoglienza della seconda famiglia da parte dell'altra parrocchia vaticana, quella di San Pietro. L'Elemosineria, retta dall’arcivescovo Konrad Krajewski, ricorda anche che «da molti anni i Pontefici hanno contribuito al pagamento delle tasse per il rilascio del primo permesso di soggiorno per i rifugiati per mezzo del Centro Astalli diretto dai Gesuiti (nel 2014 sono stati erogati circa 50 mila euro a tale fine)». Oltre a questo, l'Elemosineria, sempre a nome del Papa, aiuta quotidianamente numerose persone e famiglie di profughi, oltre a provvedere alle prime necessità, anche sanitarie, per molti centri di accoglienza situati a Roma. E a questo proposito, Papa Francesco mette a disposizione dei profughi l’ambulatorio mobile donato alcuni anni fa dalla Baviera a Benedetto XVI e fino ad oggi riservato solamente agli eventi da presieduti dal Pontefice. Sarà messo a disposizione alcune volte a settimana per assistere i profughi nei centri di accoglienza nelle periferie di Roma. Il servizio sarà curato da volontari: medici, infermieri e Guardie Svizzere, dipendenti dello Stato Vaticano, dell'Università di Tor Vergata e membri dell'Associazione di Istituto di Medicina Solidale Onlus. «Grazie a Papa Francesco che ci è sempre stato accanto nel nostro lavoro quotidiano - ha dichiarato il direttore dell’Istituto di Medicina Solidale Lucia Ercoli - Questo ambulatorio rappresenta una speranza per tanti uomini, donne e bambini che vivono l'emarginazione nei campi improvvisati e nelle periferie più sconosciute di Roma. Questo gesto - ha aggiunto Ercoli - va proprio nel senso del Giubileo straordinario dedicato alla Misericordia che guarda agli ultimi dopo gli ultimi e ci stimola tutti a fare di più per rivitalizzare quel senso di comunità solidale che la nostra città ha smarrito negli ultimi tempi. Ancora una volta il Pontefice sta avanti a tutti».

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