Esteri

Migranti sfondano le barriere in Croazia

In migliaia sono riusciti a entrare dalla Serbia. La meta è sempre la Germania dove la Merkel invita le case automobilistiche a creare lavoro per i rifugiati

Migliaia di migranti continuano a varcare il confine tra Serbia e Croazia, per raggiungere l'Europa, dopo la chiusura della frontiera ungherese e la dura repressione della polizia di Budapest. Dopo ore di estenuante attesa al confine i rifugiati hanno sfondato il cordone della polizia e ci sono state scene di caos quando gli agenti, in assetto antisommossa, hanno tentato di respingere centinaia di persone che premevano per entrare in Croazia, stanche di attendere sotto il sole e senza viveri. Di fronte a un'emergenza senza precedenti, il premier croato, Zoran Milanovic, ha annunciato che le capacità del Paese di accettare e registrare i migranti sono «limitate». «Non siamo più in grado di riceverli» ha aggiunto il ministro dell'Interno Ranko Ostojic. La Croazia prevede che nelle prossime due settimane arriveranno più di 20mila migranti. Nelle ultime 24 ore sono giunti nel Paese 6.200 profughi, provenienti dalla Serbia. La meta finale per i migranti è la Germania, Paese in cui mercoledì ne sono arrivati 9.100, a fronte dei 6mila di martedì e nonostante il ripristino dei controlli ai confini. L'emergenza profughi è anche sbarcata al Salone dell'auto a Francoforte, dove Angela Merkel ha rivolto un appello ai colossi del mercato. «Il nostro è un paese allettante e molti rifugiati si aspettano che noi li aiutiamo nel percorso di integrazione» ha detto dal palco il cancelliere tedesco sollecitando i produttori di auto a fornire occasioni di lavoro e di formazione a chi fugge dalle guerre o dalle dittature. Intanto l'Ue ha convocato un nuovo summit straordinario, questa volta a livello di capi di Stato e di governo, a Bruxelles il 23 settembre. L'Ue ha anche smentito l'intenzione trapelata nelle scorse ore di ritirare la proposta su una ripartizione «obbligatoria e urgente» di 120mila rifugiati, approvata a larga maggioranza dal Parlamento Ue. L'Ungheria ha respinto le critiche per l'uso di idranti e lacrimogeni al confine serbo. Il ministro degli Esteri Szjjarto le ha definite «bizzarre e scioccanti» mentre il governo bulgaro sta schierando 1.000 soldati al confine con la Turchia.

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