Esteri

Berlusconi bandito dall'Ucraina dopo la visita in Crimea

Il Consiglio nazionale per la sicurezza vieta l'ingresso all'ex premier per 3 anni. L'ambasciatore ucraino a Roma: "Non ha più il diritto di essere mediatore imparziale"

L'Ucraina ha dichiarato Silvio berlusconi "persona non gradita", e ha deciso di vietargli l'ingresso nel Paese per tre anni. Il caso scoppia dopo la sua visita in Crimea, non concordata con Kiev, durante la quale ha incontrato il presidente russo, Vladimir Putin. L'Ucraina ha introdotto il bando "per proteggere gli interessi della sicurezza nazionale". La delibera dei Servizi di sicurezza del Sbu investe solo Berlusconi. L'agenzia di stampa russa Tass precisa che la procura ucraina ha aperto un'inchiesta contro il leader di Forza Italia per la sua visita nella penisola sul Mar Nero annessa lo scorso anno dalla Russia, dopo un referendum non riconosciuto come valido dalla comunità internazionale. L'ambasciatore ucraino a Roma, Evhen Perelygin, aveva scritto a Berlusconi venerdì, subito dopo l'arrivo a Yalta dell'ex premier italiano, definendo la visita in Crimea una "provocazione che rappresenta una sfida diretta all'integrità territoriale dell'Ucraina e ignora completamente la posizione consolidata dell'Unione Europea e l'Onu riguardo al non riconoscimento dell'occupazione di Crimea da parte della Federazione Russa. Personalmente -scriveva l'ambasciatore - credo che tale visita non le concede più il diritto morale di essere un mediatore imparziale in un processo di pace in questa parte d'Europa che sta coinvolgendo numerosi nobili politici non solo a livello europeo. Tale visita può essere considerata ormai non solo come la violazione delle norme dell'ingresso in Crimea, ma anche come una manifestazione di un tipo di appoggio all'annessione illegale della Crimea da parte della Russia", si sottolinea nella lettera in cui si ricorda che la regione "è una parte integrante del territorio dell'Ucraina, occupata e annessa alla Federazione Russa tramite un referendum fasullo dopo un'invasione aperta dei militari russi in violazione dei principi fondamentali del diritto internazionale e degli accordi bilaterali, compreso il trattato del 1997 tra l'Ucraina e la Federazione Russa, il Memorandum di Budapest del 1994, i documenti di base delle Nazioni Unite, l'OSCE e altre organizzazioni internazionali e che le visite e l'accesso a qualsiasi parte del territorio dell'Ucraina saranno possibili esclusivamente previo consenso della Parte ucraina". Pochi giorni dopo, lunedì, era poi arrivata la condanna del ministero degli Esteri ucraino.

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