Esteri

Migranti, in Ungheria stato di emergenza e arresti Merkel a Italia e Grecia: "Subito hotspot"

In vigore la nuova legge contro i clandestini: centinaia di profughi bloccati in sciopero della fame. Berlino chiede i centri di smistamento: "Subito vertice Ue" LEGGI ANCHE Bruxelles, non c'è l'accordo sulle quote

L'Ungheria ha chiuso le sue frontiere e arrestato i primi migranti. Il Paese ha chiuso il confine con la Serbia e sta pensando di estendere il "muro" anti-migranti anche al confine con la Romania, oltre a quello con la Serbia. La polizia magiara ha già arrestato 174 rifugiati dopo la mezzanotte, quando è entrata in vigore la nuova, più dura legge anti-migranti. Intanto Budapest ha preso in esame 16 richieste di asilo e le ha respinte tutte nel giro di poche ore. Il governo ungherese ha anche dichiarato lo stato d'emergenza in due contee al confine con la Serbia. E intanto l'Austria ha annuncia che ripristinera' i controlli alle frontiere, anche con l'Italia.   Sciopero della fame per centinaia di migranti bloccati Centinaia di migranti continuano a premere sulla barriera che interrompe l'autostrada a Horgos, al confine tra Serbia e Ungheria, e molti di loro hanno iniziato uno sciopero della fame. Belgrado sta cercando di convincere le autorità magiare a farli passare: "E' un sistema di ricadute, se i migranti non possono andare da qualche parte, c'è la realistica possibilità che vengano nella nostra direzione", ha dichiarato Zlatko Sokolar, capo dell'amministrazione di frontiera del ministero dell'Interno. Al momento il confine di 325 chilometri con la Serbia è tranquillo, ha aggiunto, senza tentativi di attraversamento; i media croati, in ogni caso, hanno già messo in guardia sul pericolo mine, quelle risalenti alle guerre degli anni '90. Ci sono 5.000 migranti, per lo più siriani, ammassati anche a Edirne, in Turchia, da dove sperano di raggiungere via terra la frontiera con la Grecia nonostante il blocco imposto da Ankara. In 250 sono radunati presso l'autostazione della città mentre altri hanno provato a raggiungere la stazione ferroviaria o si sono diretti attraverso i campi verso il valico di frontiera di Pazarkapi, distante cinque chilometri, per eludere i controlli della polizia turca. Intanto almeno 26 persone, tra cui 4 bambini e 11 donne, sono morte nel naufragio di un barcone partito dalla Turchia e diretto all'isola greca di Kos.     Merkel: "Vertice straordinario" Una situazione sempre più caotica. Per questo La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha chiesto la convocazione di un summit speciale Ue per la prossima settimana. Per far fronte alla crisi migranti "bisogna tornare indietro allo spirito europeo" ha aggiunto sottolineando di non voler fare minacce. Di fronte alla dura opposizione di quattro Stati membri dell'Est alle quote di ridistribuzione dei migranti, il ministro dell'Interno tedesco, Thomas de Maiziere, in mattinata aveva infatti proposto di aumentare la pressione, tagliando loro i fondi Ue. "Le minacce non sono il modo per arrivare a un accordo", ha tagliato corto la Merkel. La crisi deve essere risolta insieme. Italia, Grecia e Ungheria in particolare devono però allestire rapidamente i centri per l'identificazione dei migranti. Intanto si terrà il prossimo 22 settembre una nuova riunione dei ministri dell'Interno Ue per discutere l'emergenza profughi: ad annunciarlo la presidenza lussemburghese all'indomani della riunione senza successo di ieri, lunedì, nel giorno in cui la Cancelliera chiede un Consiglio straordinario per affrontare la crisi. "E' un problema europeo e la crisi deve essere risolta dall'Ue nel suo insieme". Il presidente del Consiglio, Donald Tusk, farà sapere giovedì se si terrà. L'Ue è sempre più sfilacciata.     Austria chiude le frontiere L'Austria chiude le frontiere meridionali e orientali di fronte al flusso di migranti. Il ministero dell'Interno di Vienna ha comunicato alla Commissione Ue che dalla mezzanotte di oggi saranno effettuati controlli sugli ingressi ai confini con Italia, Slovenia e Slovacchia. Ieri il governo austriaco aveva annunciato l'avvio di controlli temporanei solo sul confine con l'Ungheria, aggiungendo però che avrebbe potuto avviarli anche su altri confini. Le autorità di Vienna stanno lavorando su un piano flessibile e progressivo a seconda dei numeri di ingressi. "L'intensità di controlli di confine verrà mantenuta al livello necessario a garantire sicurezza" si legge nella lettera inviata a Bruxelles. "L'attuale situazione in Austria sembra, a un primo sguardo, essere conforme alle regole", si spiega dall'esecutivo Ue che evidenzia la temporaneità delle misure. Lo sforzo, continua, è di "tornare al normale sistema di Schengen di frontiere aperte al più presto".

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