Pensavano fossero dei terroristi e invece erano soltanto turisti che si erano fermati "per riposare e rifocillarsi". Una differenza sostanziale che però non ha evitato la tragedia. Le forza di sicurezza egiziana, scambiandoli per militanti dell'Isis, li hanno infatti attaccati e bombardati. Molti di loro erano messicani e proprio il ministro degli Esteri di Città del Messico, Claudia Ruiz, ha provato a ricostruire la dinamica ribadendo con i giornalisti che il suo governo ha chiesto all'Egitto di condurre una rapida inchiesta su ciò che è realmente accaduto. Il bilancio è di 12 persone tra turisti e guide. Ruiz ha reso noto che l'ambasciatore messicano in Egitto, Jorge Alvarez Fuentes, è andato a trovare i sei messicani che sono rimasti feriti e sono ricoverati in ospedali in condizioni definite stabili. Ed ha precisato che i superstiti parlano di un bombardamento condotto da un aereo e diversi elicotteri. Zona vietata Secondo il governo de Il Cairo, però, i turisti e le loro guide sono stati bombardati "a caso". La carovana di mezzi, infatti, si trovava nel deserto libico occidentale nella "area interdetta" di Wahat. Anche per questo i soldati hanno pensato si trattasse di miliziani di Isis. Gli stessi che ieri mattina avevano rivendicato un agguato alle truppe de Il Cairo. In realtà i tour operator che hanno organizzato l'escursione dicono di essere stati autorizzati.
Egitto, militari sparano su turisti scambiandoli per terroristi
Uccise 12 persone. Le forze di scurezza egiziane hanno aperto il fuoco contro 4 veicoli che stavano facendo un tour nel deserto di Wahat
