Ancora una volta sono i bambini le vittime sacrificali dell'emergenza immigrazione. Un barcone è naufragato questo pomeriggio al largo dell'isola di Farmakonisi in Grecia, 34 le vittime, almeno quindici erano bambini (4 neonati). A riferirlo la guardia costiera greca che ha salvato 68 persone mentre altre 29 sono riuscite a raggiungere a nuoto la riva. Secondo l'agenzia Ana otto delle vittime sarebbero state ritrovate morte nella stiva. "La notizia della strage in mare di bambini innocenti al largo della Grecia sconvolge e riempie di rabbia - commenta il portavoce di Unicef Italia, Andrea Iacomini -. La misura è colma. Come cittadini europei, come genitori, padri, madri e figli, non possiamo accettare con indifferenza l'ennesima strage di bambini in fuga dal terrore. I bambini devono vivere felici, non morire su un barcone in mare. Mi appello a tutti i leader europei che si apprestano a riunirsi domani a Bruxelles". "Aumentano i flussi, ma aumentano anche le morti in mare e come per le guerra in Siria, Yemen, Iraq, Sud Sudan, Centrafrica, non possiamo restare indifferenti come se nulla fosse accaduto. È un macigno sulle nostre coscienze - prosegue - Mi appello al presidente Renzi, al ministro Gentiloni, all'Alto Commissario per la Politica Estera Ue Federica Mogherini affinché ribadiscano con forza in ogni sede la necessità di porre fine a questo scempio ricordando che tutti, nessuno escluso, i Paesi dell'Unione Europea hanno ratificato la Convenzione sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza che impone agli Stati di proteggere ovunque e ad ogni costo i bambini vittime di guerre, fame e povertà. Oggi è quantomai necessario mettere immediatamente in campo tutte le misure necessarie perchè nessun bambino muoia in mare. Oggi è accaduto ancora".
Immigrazione, strage di bambini nel mare della Grecia
Un barcone si è ribaltato al largo dell'isola di Farmakonisi. Oltre 30 le vittime, almeno la metà minori. Il presidente di Unicef Italia: "La misura è colma"
