Esteri

Il partito laburista vira a sinistra. Corbyn "il rosso" è il nuovo leader

Pacifista, vicino a Syriza e Podemos succede a Ed Miliband e conquista le primarie con il 59,5% dei consensi

Il 66enne Jeremy Corbyn, parlamentare per il seggio londinese di Islington, è il nuovo leader del Labour britannico. Alle primarie hanno votato 423 mila persone su 554mila aventi diritto. Corbyn, pacifista e vicino a Syriza e Podemos, succede a Ed Miliband, che si era dimesso dopo il disastroso risultato del partito alle elezioni politiche dello scorso 7 maggio che avevano visto la riconferma del partito conservatore a Westminster. Contro Corbyn nelle settimane scorse si erano pronunciati gli ex premier Tony Blair e Gordon Brown, preoccupati per un partito che rischia di virare troppo a sinistra. Subito dopo la proclamazione del risultato, Corbyn ha ringraziato il partito per "l'enorme esercizio democratico" delle primarie per la prima volta sono state aperte anche ai non iscritti. Corbyn ha vinto con il 59,5% dei voti, in totale 251.417 preferenze. Il suo vice sarà Tom Watson, classe 1967, e parlamentare per il seggio di West Bromwich East fin dal 2001. Affiancherà Corbyn nella guida del partito di opposizione britannica. Molto amato dai sindacati del Regno Unito, Watson più volte si è scagliato contro l'impero mediatico di Rupert Murdoch. Da qualche anno inoltre ha spinto le forze dell'ordine a indagare sul giro di pedofilia che ha interessato ambienti molto vicini al parlamento di Westminster nei decenni passati. Chi è Corbyn "il rosso" E' nato il 26 maggio del 1949, il nuovo leader del Labour è parlamentare per il seggio di Islington North dal 1983. Pacifista convinto, più volte ha partecipato a eventi e manifestazioni pro-Palestina e a favore di altri popoli oppressi in giro per il mondo. Corbyn è anche contrario alle politiche di austerity e, secondo molti analisti e commentatori, in cuor suo si opporrebbe anche all'Unione europea così come è concepita oggi, anche se sull'argomento ha più volte sviato le domande dei giornalisti. Il nuovo leader del Labour si è sempre definito "socialista convinto". Negli anni Ottanta, più volte, è stato interpellato dalla polizia durante o dopo le manifestazioni di protesta di fronte al parlamento, spesso legate al movimento pacifista mondiale. Contrario agli armamenti nucleari, Corbyn è anche favorevole alla rinazionalizzazione di una parte dei servizi pubblici. Ha dalla sua anche un record: è il parlamentare che ha sempre chiesto meno rimborsi per le spese sostenute alla Camera dei Comuni. "Sono molto parsimonioso", ha più volte detto spiegando il perché di queste sue bassissime spese. Il suo ufficio nel quartiere di Islington è in affitto e Corbyn paga la quota all'associazione di beneficenza e volontariato che ne è proprietaria. Sua moglie, Laura Alvarez, commercia in caffè equo e solidale e in passato Corbyn ha avuto anche una moglie cilena ma con cognome italiano, Claudia Bracchitta, dalla quale si è separato nel 1999, secondo le cronache per alcuni dissidi legati al modello di educazione da imporre ai suoi figli. Corbyn è contrario all'istruzione privata. La sua politica I migranti e la crisi dei profughi in molti Paesi europei sono stati fra i primi temi toccati da Corbyn nel suo discorso da neoeletto capo dell'opposizione britannica. Il nuovo leader laburista ha chiesto "un nuovo approccio" alla questione, aggiungendo che "la gente capisce che chi scappa dalle guerre è una vittima. Queste persone sono esseri umani, esattamente come voi e me". Dopo essersi opposto per tutta la campagna delle primarie alle politiche dei conservatori al governo in tema di immigrazione, oggi Corbyn ha sottolineato che "dobbiamo affrontare la crisi dei rifugiati in modo umano". Del resto, ha aggiunto, "fare le guerre crea un'eredità problematica. E non possiamo andare avanti in questo modo, con livelli grotteschi di disuguaglianza e povertà. Siamo tutti un unico e solo mondo". Più volte Corbyn si è detto contrario alle politiche d'emergenza sull'immigrazione che vedono i rifugiati ammassati nei campi profughi. "La gente in Gran Bretagna è stanca dell'ingiustizia e della diseguaglianza". È questo il messaggio che gli elettori hanno voluto dare votandolo in massa alle primarie. "I media e molti di noi semplicemente non capiscono le posizioni dei giovani nel nostro Paese - ha detto, subito dopo l'annuncio della vittoria con il 59,5% delle preferenze - Si sono allontanati dalla politica a causa del modo in cui questa viene condotta, ma dobbiamo cambiare". Rivolto ai membri del partito che hanno sostenuto la sua candidatura, Jeremy ha detto: "Bentornato al nostro movimento, bentornato al nostro partito. E io dico a quelli che ritorneranno, che c'erano prima e che era disillusi e sono tornati: bentornati a casa". Il nuovo leader del Labour ha poi attaccato i media, definendo a volte il loro comportamento "intrusivo, insolente e semplicemente sbagliato. Ai giornalisti dico: attaccate le figure pubbliche. Questo va bene - ha concluso - ma vi prego, non attaccate chi non ha chiesto di stare alla ribalta. Lasciatelo solo". Gli auguri Le congratulazioni a Jeremy Corbyn per il suo nuovo ruolo da leader del Labour britannico sono arrivate, prima di tutte le altre, dal leader dello Sinn Fein dell'Irlanda del Nord, Gerry Adams, e dalla first minister scozzese, l'indipendentista Nicola Sturgeon. Adams ha detto che "Corbyn è un buon amico dell'Irlanda e del processo di pace", mentre Sturgeon, oltre a congratularsi, ha chiesto subito al neoeletto capo dell'opposizione di unirsi alla lotta dello Scottish National Party contro il rinnovo del programma "Trident" che vede i sommergibili nucleari britannici stazionare in una base militare scozzese. Le congratulazioni sono arrivate anche dall'ex leader del Labour, Ed Miliband, dimessosi dopo il disastroso risultato alle politiche dello scorso 7 maggio. Miliband si è detto "disponibile" al dialogo con Corbyn.

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